{"id":1126,"date":"2020-09-22T19:15:12","date_gmt":"2020-09-22T17:15:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/?p=1126"},"modified":"2021-10-27T19:02:02","modified_gmt":"2021-10-27T17:02:02","slug":"il-simbolo-del-pavone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/il-simbolo-del-pavone\/","title":{"rendered":"Il Simbolo del Pavone"},"content":{"rendered":"\n<p>&nbsp;<a href=\"\/data\/monographs\/Pavone.pdf\" alt=\"PDF download\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1275 alignleft\" src=\"https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/pdf-icon.png\" alt=\"\" width=\"24\" height=\"30\" srcset=\"https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/pdf-icon.png 1280w, https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/pdf-icon-242x300.png 242w, https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/pdf-icon-768x953.png 768w, https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/pdf-icon-1238x1536.png 1238w\" sizes=\"auto, (max-width: 24px) 100vw, 24px\" \/><\/a><br><\/p>\n\n\n\n<figure id=\"attachment_1130\" aria-describedby=\"caption-attachment-1130\" style=\"width: 2048px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1130\" src=\"https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/peacock.jpeg\" alt=\"\" width=\"2048\" height=\"1241\" srcset=\"https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/peacock.jpeg 2048w, https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/peacock-300x182.jpeg 300w, https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/peacock-768x465.jpeg 768w, https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/peacock-1536x931.jpeg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1130\" class=\"wp-caption-text\">Pavone [Mihalik]<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il Pavone (<em>Pavo cristatus<\/em> Linnaeus) \u00e8 un uccello appartenente alla famiglia dei fagiani (Fasianidi). Originario delle foreste dell\u2019India, era noto anche ai Greci e ai Romani e questi ultimi lo allevavano sia per la sua bellezza che per la prelibatezza di carni e uova.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>I maschi e le femmine hanno aspetto completamente differente (dimorfismo sessuale): i primi hanno un piumaggio dai colori molto vivaci; le seconde sono pi\u00f9 piccole, meno appariscenti, con piume di colore bianco e bruno. I pavoni vivono per lo pi\u00f9 a terra ma possono spiccare piccoli voli.<\/p>\n<p>I pavoni sono onnivori e riescono anche a <strong>mangiare piccoli serpenti, tra cui i giovani cobra<\/strong>. Si dice che possano anche cibarsi di piante velenose senza esserne danneggiati, ma che, anzi, <strong>siano in grado di convertire il veleno ingerito in sostanze capaci di aumentare l\u2019intensit\u00e0 e la brillantezza dei colori del piumaggio<\/strong>. Per tale motivo sono talvolta associati alla capacit\u00e0 di trasformare in bene il male e di cambiare in positivo gli eventi negativi.<\/p>\n<p>Nella medicina tradizionale indiana, le piume di pavone sono usate, sotto forma di cenere o estratto acquoso, come rimedi contro i morsi dei serpenti velenosi (oltre per che il trattamento di problemi legati ai polmoni). Uno studio ha confermato la validit\u00e0 di questo uso tradizionale dimostrando che <strong>l\u2019estratto acquoso delle piume \u00e8 un potente agente capace di neutralizzare i veleni di alcuni rettili<\/strong> (<em>Naja naja<\/em>, <em>Vipera russelii<\/em>, <em>Trimeresurus malabaricus<\/em>). Tale estratto ha una concentrazione importante di ioni di elementi metallici, di cui il pi\u00f9 abbondante \u00e8 il ferro e il meno abbondante l\u2019oro. [Murari]<\/p>\n<p>Questo uccello \u00e8 spesso associato alla boria, alla vanit\u00e0 e al \u201cmettersi in mostra\u201d (<em>pavoneggiarsi<\/em>); in realt\u00e0, tale associazione sembra essere piuttosto recente perch\u00e9, invece, nelle tradizioni antiche di tutto il mondo occupa un posto di tutto rispetto. La coda che si apre a ventaglio mostrando una miriade di colori scintillanti, richiamando la forma e la lucentezza del sole; gli innumerevoli (cento, secondo la tradizione) \u201cocchi\u201d di cui la coda \u00e8 dotata e che sembrano ricordare le stelle del cielo; la bellezza policroma della sua livrea e la \u201cstranezza\u201d del suo canto hanno, infatti, reso il pavone un uccello mitologico presente nelle leggende di tutto il mondo.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h2>I colori del pavone<\/h2>\n<p>Recentemente \u00e8 stato scoperto che lo spettacolare cromatismo della livrea del pavone non \u00e8 dovuto alla presenza di una palette variegata di pigmenti diversi, ma piuttosto ad una sola sostanza colorante, la melanina<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, e alla struttura fine delle piume (vengono, infatti, definiti <em>colori strutturali<\/em>). Questa caratteristica \u00e8 anche alla base della capacit\u00e0 da parte delle differenti parti del piumaggio di riflettere la luce in maniera diversa (ad esempio, la parte centrale degli \u201cocchi\u201d presenta la massima capacit\u00e0 riflettente rispetto alla luce UVA).<\/p>\n<p>Ciascuna piuma ha una struttura ad albero, essendo costituita da uno stelo centrale con due file di <em>barbe<\/em>, una su ogni lato. Ogni barba, a sua volta, possiede, disposte su due lati, delle <em>barbule <\/em>di forma appiattita. Ciascuna barbula \u00e8 costituita da un midollo centrale ricoperto da uno strato corticale.<\/p>\n<p>Questo strato corticale \u00e8 sempre costituito, indipendentemente dal colore della piuma, da una matrice proteica di cheratina all\u2019interno della quale sono presenti bastoncini di melanina (detti anche <em>melanosomi<\/em>) e canalicoli pieni d\u2019aria, disposti a formare un reticolo ordinato in 2D avente le propriet\u00e0 di un cristallo fotonico.<\/p>\n<p>Le differenze di arrangiamento e di orientamento dei melanosomi e dei canalicoli di aria all\u2019interno del reticolo, nonch\u00e9 di orientamento delle barbule rispetto alle barbe, fanno variare il modo in cui la luce incidente viene riflessa, producendo le diverse sfumature di colore. [Freyer, Kang, Okazaki, Zi].<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h2>Le funzioni della cresta<\/h2>\n<p>Sulla testa dei pavoni, sia nei maschi sia nelle femmine, \u00e8 presente una cresta di piume rigide che fino a poco tempo fa si pensava fungesse esclusivamente da ornamento. In realt\u00e0, si \u00e8 visto che tale <strong>cresta \u00e8 un sensore capace di vibrare<\/strong> esattamente alla stessa frequenza (circa 26 Hz) alla quale il maschio fa vibrare la coda (un po\u2019 come se fosse un sonaglio) quando la allarga.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1140\" aria-describedby=\"caption-attachment-1140\" style=\"width: 297px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/peacock-head-closeup.jpg\" alt=\"\" width=\"297\" height=\"204\" align=\"center\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1140\" class=\"wp-caption-text\">Cresta del pavone<\/figcaption><\/figure>\n<p>In tal modo, quando il maschio scuote le piume, la cresta della femmina vibra per risonanza, permettendole cos\u00ec di \u201csentire\u201d il maschio da lontano anche senza vederne la coda. [Kane]<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h2>Miti e tradizioni<\/h2>\n<h3>Mitologia orientale<\/h3>\n<p>In India, il suo canto dopo il periodo della siccit\u00e0 annuncia l\u2019arrivo dei monsoni e quindi la rinascita della natura [Tassani]. Nella mitologia induista, il pavone (<em>mayura<\/em>) \u00e8 un simbolo sacro che appare in relazione a pi\u00f9 divinit\u00e0: Kama, il dio dell\u2019amore, cavalca un pavone; ma questo uccello \u00e8 anche associato a Saraswati, dea della conoscenza, della musica e della poesia, a Lakshmi, sposa di Vishnu e dea della prosperit\u00e0, e a Skanda (noto anche come Kartikeya)<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, dio della guerra, il cui vettore \u00e8 un pavone di nome Paravani. La corona di Krishna, chiamata <em>mormukuta<\/em>, \u00e8 solitamente ornata con una piuma di pavone.<\/p>\n<p>Sempre nella tradizione induista, il pavone, che si narra sia nato da una delle piume di Garuda, uccello mitologico vettore del dio Vishnu, \u00e8 spesso rappresentato mentre uccide un serpente ed \u00e8 considerato simbolo del tempo ciclico.<\/p>\n<p>Nelle rappresentazioni persiane si ritrova spesso un motivo costituito da due pavoni posti simmetricamente ai due lati dell\u2019Albero della Vita. Tale disegno rappresenta la dualit\u00e0 in genere (luce e buio, vita e morte) e, pi\u00f9 specificamente, la natura duale dell\u2019essere umano. Nella versione induista di questo simbolo un pavone mangia il frutto dell\u2019albero mentre l\u2019altro guarda l\u2019albero, a simboleggiare gli opposti approcci alla vita, comportamentale e contemplativo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1146\" aria-describedby=\"caption-attachment-1146\" style=\"width: 312px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/peacock_treeoflife.png\" alt=\"\" width=\"312\" height=\"203\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1146\" class=\"wp-caption-text\">Due pavoni ai lati dell&#8217;Albero della Vita (tratto da [Kang])<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il pavone \u00e8 presente anche nel buddismo. Avalokite\u015bvara, il bodhisattva della grande compassione (noto come Gu\u0101ny\u012bn in cinese), \u00e8 spesso rappresentato (o rappresentata, visto che le raffigurazioni cinesi dal XII secolo in poi sono tutte femminili) con un pavone o con piume di pavone [Kang]. Il colorato uccello \u00e8 anche il vettore di Amit\u0101bha (o Amit\u0101yus), il buddha rosso della Luce e della Vita Infinite<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> associato all\u2019elemento Fuoco.<\/p>\n<p>Mahamayuri, o Mah\u0101m\u0101y\u016br\u012b Vidy\u0101r\u0101j\u00f1\u012b, una divinit\u00e0 del Buddismo Mahayana, \u00e8 un bodhisattva e una Regina della Saggezza, nonch\u00e9 una delle cinque divinit\u00e0 protettive del Pantheon buddista. Conosciuta anche come \u201cRegina delle scienze segrete\u201d e come \u201cmadrina del Buddha\u201d, Mahamayuri, che viene rappresentata seduta su un pavone e con la luna come schienale, ha il potere di proteggere i suoi fedeli dall\u2019avvelenamento, sia fisico sia spirituale. Il sutra di Mahamayuri (Mah\u0101m\u0101y\u016br\u012b Vidy\u0101r\u0101j\u00f1\u012b S\u016btra) contiene formule magiche per trattare morsi di serpente, avvelenamenti, malattie. Secondo una leggenda, la dea pavone Mahamayuri fu partorita dal <em>Fenghuang<\/em>, capo degli esseri alati, un uccello della mitologia cinese che ha una certa corrispondenza con la figura della Fenice. [Kang, Wikipedia]<\/p>\n<p>Anche la divinit\u00e0 buddista Xiwangmu, la Regina Madre dell\u2019Occidente, dea della prosperit\u00e0, della longevit\u00e0 e della beatitudine eterna, \u00e8 talvolta raffigurata con un pavone (o con un Fenghuang) o con un copricapo di penne di pavone. [Cernuschi, Kang].<\/p>\n<p>I fedeli dello Yazidismo (yazidi o yezidi) venerano Sette Angeli, emanazioni del Dio primordiale, di cui il primo e pi\u00f9 importante \u00e8 l\u2019Angelo Pavone (Melek \u1e6c\u0101\u02be\u016bs), un angelo ribelle decaduto, ma che, essendo essenzialmente buono, si \u00e8 redento dalla sua colpa ed \u00e8 diventato un demiurgo creatore del cosmo. A causa del suo pentimento pianse, e le sue lacrime, deposte in settemila anni di pianto ininterrotto in sette anfore, hanno estinto le fiamme dell\u2019inferno.[Wikipedia]<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h3>Mitologia occidentale<\/h3>\n<p>Anche nella mitologia occidentale il pavone occupa posizioni di rilievo. Plinio il Vecchio (Nat. Hist. 10, 43-45) ne decanta la bellezza e descrive la sua capacit\u00e0 di rinnovare annualmente le piume, analogamente a quanto succede alle piante in natura:<\/p>\n<p>\u201c43. <em>Nunc de secundo genere dicamus, quod in duas dividitur species, oscines et alites. illarum generi cantus oris, his magnitudo differentiam dedit; itaque praecedent et ordine, omnesque reliquas in iis pavonum genus cum forma tum intellectu eius et gloria. gemmantes laudatus expandit colores, adverso maxime sole, quia sic fulgentius radiant. simul umbrae quosdam repercussus ceteris, qui et in opaco clarius micant, conchata quaerit cauda omnesque in acervum contrahit pinnarum quos spectari gaudet oculos.<\/em><\/p>\n<p>44.<em>Idem cauda annuis vicibus amissa cum foliis arborum, donec renascatur alia cum flore, pudibundus ac maerens quaerit latebram. vivit annis XXV. colores fundere incipit in trimatu. Ab auctoribus non gloriosum tantum animal hoc traditur, sed et malivolum, sicut anserem verecundum, quoniam has quoque quidam addiderunt notas in iis, haut probatas mihi.<\/em><\/p>\n<p>45. <em>Pavonem cibi gratia Romae primus occidit orator Hortensius aditiali cena sacerdotii. Saginare primus instituit circa novissimum piraticum bellum M. Aufidius Lurco exque eo quaestu reditus HS sexagena milia habuit.<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> [Plinio]<\/p>\n<p>Nelle tradizioni greca e romana, il pavone \u00e8, insieme alla vacca, uno degli animali sacri a Hera\/Giunone. Nelle sue Metamorfosi, Ovidio (<em>Metamorfosi<\/em> I, 588 e segg.), riprendendo (e rivisitando) una tradizione orale di origine greca, narra che un giorno Giove, al vedere la ninfa Io, figlia di Inaco, primo re di Argo e divinit\u00e0 fluviale, rimase colpito dalla sua bellezza e le dichiar\u00f2 il suo amore. A questa richiesta, la ninfa inizi\u00f2 a fuggire ma Giove, non volendo rinunciare a lei, fece sorgere una fitta nebbia che avvolse Io, riuscendo in tal modo a farla fermare e a \u201crapirle l\u2019onore\u201d.<\/p>\n<p>Giunone, moglie di Giove, accortasi della strana coltre di nebbia (e conoscendo il suo sposo), intu\u00ec cosa stesse succedendo, si rec\u00f2 sulla terra e fece dissolvere le nebbie. Ma Giove, avendo previsto l\u2019arrivo di Giunone, aveva gi\u00e0 trasformato Io in una bellissima giovenca bianca. Il sotterfugio, per\u00f2, non ingann\u00f2 la dea che, una volta giunta al cospetto del suo sposo, fingendo di essere all\u2019oscuro di tutto gli chiese di donarle l\u2019animale.<\/p>\n<p>Dapprima combattuto, Giove consegn\u00f2 Io alla moglie, ma Giunone, temendo che Giove potesse rapire la giovenca, decise di affidarla alla custodia di Argo, gigante dai cento occhi (chiamato per questo dai greci <em>Argo Panoptes<\/em>, \u201cArgo che vede tutto\u201d). Questi occhi, posti tutti intorno al capo (o su tutto il corpo, a seconda delle versioni del mito), riposavano a turno, due alla volta (o cinquanta per volta), mentre gli altri stavano svegli, permettendo al gigante di montare la guardia ininterrottamente.<\/p>\n<p>Io fu cos\u00ec costretta, durante il giorno, a nutrirsi di foglie di alberi ed erbe amare e ad abbeverarsi a fiumi fangosi, mentre di notte veniva legata ad una catena. Giove, sentendosi in colpa per aver condannato Io a un cos\u00ec crudele destino, chiese a Mercurio di uccidere Argo e liberare in tal modo la ninfa. Il dio alato, lasciato il suo leggendario copricapo e dismesse le ali, portando con s\u00e9 solo la verga magica che infonde il sonno, si avvicin\u00f2 ad Argo sotto le spoglie di un pastore e inizi\u00f2 a suonare una melodia con uno strumento fatto di canne. Argo, affascinato da quel suono insolito, preg\u00f2 il pastore di rimanere a pascolare le sue capre presso di lui.<\/p>\n<p>Mercurio, a quel punto, si sedette al fianco del gigante e inizi\u00f2 a suonare tentando di indurlo al sonno. Ma Argo, che riposava solo con una parte dei suoi occhi, non si addormentava mai completamente. Ad un certo punto, il gigante cominci\u00f2 a chiedere a Mercurio l\u2019origine di un tale e cos\u00ec nuovo strumento musicale. Mercurio inizi\u00f2 a raccontare e, terminato il racconto, si accorse che finalmente tutti i cento occhi di Argo si erano chiusi, addormentati. A quel punto, lo uccise decapitandolo e gettandolo da una rupe, liberando cos\u00ec la giovane Io.<\/p>\n<p>Giunone, accortasi della morte del fedele Argo e vedendo che non poteva pi\u00f9 fare nulla per lui, prese i suoi cento occhi e li fiss\u00f2 sulla coda dell\u2019animale a lei sacro, il pavone. Poi, letteralmente accesa dall\u2019ira, fece apparire allo sguardo e alla mente della ninfa \u201c<em>l\u2019orribile Erinni, ficcandole in petto un pungolo occulto<\/em>\u201d (nella tradizione greca si parla di un tafano) \u201c<em>e facendola fuggire per tutta la terra in preda al terrore<\/em>\u201d. Cos\u00ec tormentata, Io cominci\u00f2 a correre per tutto il mondo conosciuto. Arrivata al braccio di mare tra Europa e Asia attravers\u00f2 a nuoto lo stretto che prese il nome di Bosforo (\u0392\u03cc\u03c3\u03c0\u03bf\u03c1\u03bf\u03c2, \u201cpassaggio della vacca\u201d) ed infine, dopo aver attraversato anche il mare (che da lei si chiam\u00f2 <em>Ionio<\/em>), alla fine giunse in Egitto, dove riprese le sembianze umane e gener\u00f2 Epafo, figlio di Giove. Io, raffigurata spesso, a causa della sua storia, con le corna di una mucca, fu identificata (o forse confusa) con la dea Iside della mitologia egizia.<\/p>\n<p>Ovidio, al libro XV ai versi 385-388, parla ancora del pavone dicendo:<\/p>\n<p>\u201c<em>Iunonis volucrem, quae cauda sidera portat \/ armigerumque Iovis Cythereiadasque columbas<\/em><\/p>\n<p><em>et genus omne avium mediis e partibus ovi \/ ni sciret fieri quis nasci posse putaret?<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> [Ovidio]<\/p>\n<p>Nelle opere degli autori classici (almeno pre-virgiliani) il carattere volatile dell\u2019anima la pone in connessione con tutti gli esseri alati; ma nelle <em>Metaformosi<\/em> esiste un legame specifico con il pavone, visto che in tutta l\u2019opera di Ovidio il termine <em>volucer<\/em>, impiegato anche in riferimento alle <em>animae<\/em>, riguardo agli uccelli era usato esclusivamente per lo <em>Iunonis volucer<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><strong>[6]<\/strong><\/a> <\/em>(v. 385). [Maiuri]<\/p>\n<p>Anche Sant\u2019Agostino (Civ. Dei XXI, 4) ha scritto del pavone:<\/p>\n<p>\u201c<em>Soltanto Dio ha concesso alla carne del pavone morto di non imputridire. Sembra una cosa incredibile a udirsi quel che ci capit\u00f2 a Cartagine. Ci fu imbandito questo uccello arrosto. Demmo ordine che fosse conservato, quanto sembr\u00f2 opportuno, uno stacco di magro dal petto. Consegnato e portato a tavola dopo un periodo di giorni tale che qualsiasi altra carne arrosto sarebbe imputridita, quella non offese affatto il nostro odorato. Messo da parte, dopo pi\u00f9 di trenta giorni fu trovato qual era e cos\u00ec dopo un anno, salvo che era di mole pi\u00f9 secca e ridotta<\/em>\u201d. [Agostino]<\/p>\n<p>Secondo Cornelio Agrippa, il pavone \u00e8 sacro sia a Saturno che a Giunone (La Magia Naturale Cap. XXV, libro I):<\/p>\n<p>\u201c<em>Tra gli uccelli sono saturniani quelli dal collo lungo e dalla voce grossa, come la gru, lo struzzo e il pavone consacrato a Saturno e a Giunone, nonch\u00e9 il gufo, la civetta, il pipistrello, l\u2019upupa, il corvo e l\u2019orige. Tra i pesci l\u2019anguilla che vive solitaria, la civetta, che preda i topi e i cagnolini e che divora i suoi piccoli. Inoltre le tartarughe, le ostriche, i conchigliacei, le spugne.<\/em>\u201d [Agrippa]<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h2>Simbolismo<\/h2>\n<p>Sono molte le caratteristiche che hanno reso il pavone un uccello quasi pi\u00f9 mitico che reale e certamente il suo aspetto ha giocato, in questo, un ruolo essenziale.<\/p>\n<p>Uccello leggiadro e dal piumaggio cos\u00ec caratteristico, \u00e8 stato associato, sia nelle mitologie orientali sia in quelle occidentali, a divinit\u00e0 importanti o addirittura primarie, solitamente benefiche oppure duali rispetto alle opposte attribuzioni benefico\/malefico<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>, legate alla bellezza, alla prosperit\u00e0, all\u2019immortalit\u00e0 o al tempo ciclico, alla conoscenza (anche \u201csegreta\u201d), alla guarigione, alla luminosit\u00e0 e\/o all\u2019elemento Fuoco.<\/p>\n<p>Alcune di queste caratteristiche sono di natura chiaramente solare, ma, in realt\u00e0, gi\u00e0 la stessa \u201cruota\u201d brillante del pavone, con il suo sviluppo semicircolare e radiale, si presta a raffigurare una sezione del disco solare e quindi prefigura un collegamento con il luminoso astro [Maiuri].<\/p>\n<p>L\u2019associazione alle figure di Giunone, divinit\u00e0 legata al ciclo lunare<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>, e di Mahamayuri<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a> pone il pavone in relazione anche alla luna. I molteplici \u201cocchi\u201d presenti sulle penne della coda, attributo inizialmente di Argo \u201cche tutto vede\u201d, emblema del firmamento, rappresentano le stelle e la capacit\u00e0, prerogativa tipicamente divina, di vedere tutto (onniveggenza).<\/p>\n<p>Essendo associato al sole, alla luna, alle stelle e al firmamento in generale, in un certo senso, nella sua figura \u00e8 simbolicamente ricapitolato il firmamento con tutti gli astri che esso \u201ccontiene\u201d.<\/p>\n<p>Oltre ad essere uccello lunare e solare, ha anche qualit\u00e0 saturnine, come Cornelio Agrippa attesta esplicitamente. \u00c8 interessante, in questo senso, notare che il piumaggio del pavone dovrebbe apparire nero<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>, dato che l\u2019unico pigmento presente nelle sue penne \u00e8 la melanina, e che i colori apparenti della sua livrea nascono in realt\u00e0 da una strutturazione (caratteristica legata ancora a Saturno).<\/p>\n<p>Un altro attributo peculiare di questo volatile \u00e8 la dualit\u00e0, come indicato dalle associazioni di qualit\u00e0 e caratteri opposti ad esso legati (ad esempio, luna\/sole, nero\/colorato, divinit\u00e0 talvolta benefiche, talvolta malefiche) e come suggerito, in maniera figurativa, dal motivo persiano del doppio pavone.<\/p>\n<p>La sua capacit\u00e0 di rinnovare il piumaggio e la (ritenuta) incorruttibilit\u00e0 della sua carne hanno contribuito a considerare il pavone, analogamente alla fenice (che per tanti aspetti gli somiglia), un simbolo di rinascita e di rinnovamento e quindi, del tempo che si ripete ciclicamente. L\u2019arte paleocristiana adott\u00f2 la sua immagine come figura della risurrezione. \u00c8 quindi emblema di immortalit\u00e0 nonch\u00e9 immagine dello spirito (o delle realt\u00e0 spirituali).<\/p>\n<p>Altre attribuzioni relative al pavone sono le capacit\u00e0 di comunicare a distanza (la coda funge da sonaglio e la cresta funziona come antenna) e di trasformare in beneficio qualsiasi situazione negativa, \u201cvelenosa\u201d.<\/p>\n<p>Per tutti questi motivi, quello del pavone \u00e8 un importante simbolo di potere. \u00c8 un uccello contemporaneamente solare, lunare e saturnino, dalla natura duale e pertanto presente allo stesso tempo sia sul piano fisico sia su quello spirituale, un po\u2019 come il corvo. I suoi cento occhi gli consentono di vedere nel buio del mondo dello spirito a cui per met\u00e0 appartiene. Anche la luce che emana \u00e8 una luce <em>atra<\/em> (\u201cnera\u201d), saturnina e preternaturale piuttosto che terrena.<\/p>\n<p>Dunque il pavone \u00e8 un potente uccello di visione, di guarigione e di conoscenza misterica (\u201csciamanica\u201d). Averlo come <em>animale di potere<\/em> (o <em>animale guida<\/em>) significa essere chiamati a trascendere la bellezza e la vanit\u00e0 mondane e a percorrere il sentiero dello spirito, della \u201crealt\u00e0 oltre il velo\u201d. A tale sentiero sono associati importanti facolt\u00e0 di guarigione e di conoscenza, compresa la capacit\u00e0 di percepire l\u2019essenza delle cose e di vedere oltre l\u2019apparenza fisica. Le piante associate al pavone possono essere piante di visione o rimedi in grado di trattare malattie importanti o disturbi spirituali piuttosto che fisici.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h1>Bibliografia<\/h1>\n<table width=\"643\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"94\">\n<p>[Agostino]<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"549\">\n<p>Sant\u2019Agostino, \u201c<em>De civitate Dei<\/em>\u201d<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"94\">\n<p>[Agrippa]<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"549\">\n<p>Heinrich Cornelius Agrippa von Nettesheim, \u201c<em>La Magia Naturale<\/em>\u201d<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"94\">\n<p>[Cernuschi]<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"549\">\n<p>https:\/\/www.cernuschi.paris.fr\/fr\/collections\/collections-chinoises\/dynastie-han\/arbre-divin-shenshu-shen-shu (Retrieved: 2020-09-14)<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"94\">\n<p>[Freyer]<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"549\">\n<p>Pascal Freyer et al., \u201c<em>Reflections on iridescent neck and breast feathers of the peacock, <\/em>Pavo cristatus\u201d, Interface Focus 9: 20180043 (2018)<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"94\">\n<p>[Kane]<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"549\">\n<p>Suzanne Amador Kane et al., \u201c<em>Biomechanics of the peafowl\u2019s crest reveals frequencies tuned to social displays<\/em>\u201d, PLOS ONE 13(11): e0207247 (2018)<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"94\">\n<p>[Kang]<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"549\">\n<p>Kyu-suk Kang, \u201c<em>The Peacock<\/em>\u201d, Symbols and Sandplay Therapy 2013;4(1):35-43 (http:\/\/www.e-jsst.org\/upload\/jsst-4-35.pdf)<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"94\">\n<p>[Maiuri]<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"549\">\n<p>Arduino Maiuri, \u201c<em>La simbologia del pavone tra tradizione pitagorica e mondo latino<\/em>\u201d (2013)<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p>[Mihalik]<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p>Pavone &#8211; by Lubomir Mihalik &#8211; Imported from 500px (archived version) by the Archive Team. (detail page), CC BY 3.0, https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=71463782<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"94\">\n<p>[Murari]<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"549\">\n<p>Satish K. Murari et al., \u201c<em>Use of <\/em>Pavo cristatus <em>feather extract for the better management of snakebites: Neutralization of inflammatory reactions<\/em>\u201d, Journal of Ethnopharmacology 99 (2005) 229\u2013237<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"94\">\n<p>[Okazaki]<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"549\">\n<p>Toshio Okazaki, \u201c<em>Ultraviolet Reflectance Structures of Peacock Feathers<\/em>\u201d, Zoolog Sci. 2018 Oct;35(5):421-426. doi: 10.2108\/zs180012.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"94\">\n<p>[Plinio]<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"549\">\n<p>Plinio il Vecchio, \u201c<em>Naturalis Historia<\/em>\u201d<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"94\">\n<p>[Tassani]<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"549\">\n<p>Eleonora Tassani, CrtinaCicognani, Quaderni \u201c<em>Aminali Guida \u2013 Pavone<\/em>\u201d, Edizioni Macro<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"94\">\n<p>[Wikipedia]<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"549\">\n<p>https:\/\/*.wikipedia.org\/<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"94\">\n<p>[Zi]<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"549\">\n<p>Jian Zi et al., \u201c<em>Coloration strategies in peacock feathers<\/em>\u201d, Proc Natl Acad Sci USA. 2003 Oct 28;100(22):12576-8<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h1>Note<\/h1>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> La melanina, di colore bruno o nero, \u00e8 il pigmento responsabile della colorazione scura (es., pelle, capelli, peli) negli animali e nell\u2019uomo.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Kartikeya significa \u201cdelle <em>Krittika<\/em>\u201d. <em>Krittika<\/em> (o <em>K\u1e5bttik\u0101 <\/em>o <em>K\u0101rtik\u0101<\/em>) \u00e8 il nome sanscrito delle Pleiadi: si narra, infatti, che Skanda sia stato allevato da sei delle sette stelle di questa costellazione e per questo motivo spesso viene raffigurato con sei teste che rappresentano i suoi sei attributi: Jnana (saggezza), Vairagya (distacco), Bala (forza), Keerti (fama), Shree (abbondanza) e Aishwarya (poteri divini). \u00c8 pertanto associato alla costellazione delle Pleiadi (che nella astrologia induista \u00e8 governata dal Sole), ma nell\u2019astrologia vedica rappresenta anche il pianeta Marte. \u00c8 un dio luminoso: nel buddismo, dove \u00e8 noto come Sanankum\u0101ra, viene descritto come emanante una luce porpora-dorata che supera la luminosit\u00e0 degli altri deva. \u00c8 spesso raffigurato anche come un giovane di bell\u2019aspetto. [Wikipedia]<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Amit\u0101bha significa \u201cLuce Infinita\u201d e Amit\u0101yus \u201cVita Infinita\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> \u201c<em>43. Parliamo ora del secondo genere, che \u00e8 diviso in due specie, oscini [che danno presagi con il canto] e alati [che danno presagi con il volo]. Diede la distinzione al genere il canto della bocca di quelli, di questi la grandezza; perci\u00f2 verranno prima sia nell\u2019ordine, e fra queste [specie preceder\u00e0] tutte le altre [specie] il genere dei pavoni con la forma e con l\u2019intelligenza, sia nella fama. [Quando viene] ammirato espande colori brillanti, soprattutto verso il sole, perch\u00e9 cos\u00ec risplendano in maniera pi\u00f9 fulgente. Contemporaneamente con la coda a mo\u2019 di conchiglia cerca tra gli altri certi riflessi d\u2019ombra, che brillano pi\u00f9 chiaramente anche al buio, e riunisce in [un] fascio tutti gli occhi delle penne che gode a mostrare.<\/em><\/p>\n<p>44. <em> Lo stesso persa la coda durante i cambi annuali insieme alle foglie degli alberi, finch\u00e9 non rinasca un\u2019altra insieme ai fiori, cerca un nascondiglio vergognoso e triste. Vive per 25 anni. Comincia a mostrare [effondere] i colori nel terzo anno.<\/em><\/p>\n<p>45. <em> L\u2019oratore Ortensio per primo uccise a Roma un pavone come cibo nella cena inaugurale del sacerdozio. Aufidio Lurcone cominci\u00f2 ad ingrassarli per primo intorno all\u2019ultima guerra dei pirati e da questa attivit\u00e0 ottenne 60.000 sesterzi.<\/em>\u201d<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> \u201c<em>Se non sapesse che accada ci\u00f2, chi potrebbe supporre \/ che dalla parte interna di un uovo nasca l\u2019uccello sacro a Giunone \/ che reca disegni di stelle sulla coda, \/ l\u2019uccello armigero di Giove \/ le colombe sacre a Citerea e ogni genere di volatile?<\/em>\u201d (trad. di [Maiuri])<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Volatile di Giunone.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Vedi Melek \u1e6c\u0101\u02be\u016bs, angelo decaduto eppure redento e assurto a dignit\u00e0 di demiurgo; oppure Giunone, talvolta iraconda e talvolta propizia e protettrice; Kartikeya, dio della guerra eppure luminoso e capace di sconfiggere le forze del male (rappresentate, nel mito induista, dal demone Taraka).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Non a caso il suo diadema spesso \u00e8 simile a quello di Diana, cio\u00e8 lo spicchio lunare.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Che, ricordiamo, \u00e8 rappresentata con la luna come schienale.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Colore tipicamente saturnino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Il Pavone (Pavo cristatus Linnaeus) \u00e8 un uccello appartenente alla famiglia dei fagiani (Fasianidi). Originario delle foreste dell\u2019India, era noto anche ai Greci e ai Romani e questi ultimi lo allevavano sia per la sua bellezza che per la prelibatezza di carni e uova.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[146,162],"tags":[148,150],"class_list":["post-1126","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-animali","category-simbolismo_mitologia","tag-animali","tag-pavone"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1126","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1126"}],"version-history":[{"count":72,"href":"https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1126\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1305,"href":"https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1126\/revisions\/1305"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1126"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1126"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1126"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}