{"id":37,"date":"2019-03-21T10:10:55","date_gmt":"2019-03-21T09:10:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/?p=37"},"modified":"2022-01-31T19:39:25","modified_gmt":"2022-01-31T18:39:25","slug":"arnica-calendula-e-bellis-tre-asteraceae-a-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/arnica-calendula-e-bellis-tre-asteraceae-a-confronto\/","title":{"rendered":"Arnica, Calendula e Bellis: tre Asteraceae a confronto"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"http:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Bellis-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38\" srcset=\"https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Bellis.jpg 1024w, https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Bellis-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.alleanzaverde.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Bellis-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Arnica<\/em>, <em>Calendula<\/em> e <em>Bellis<\/em> sono tre generi botanici appartenenti alla famiglia delle Asteraceae (o <em>Compositae<\/em>, <em>nomen conservandum<\/em>), uno dei due generi pi\u00f9 numerosi tra le Spermatophytae (piante che si riproducono per seme), insieme alle Orchidaceae.<\/p>\n<p>A causa del gran numero di specie in essa contenute, la famiglia delle Asteraceae \u00e8 stata suddivisa in 13 sottofamiglie e diverse trib\u00f9 e sottotrib\u00f9. <em>Arnica<\/em>, <em>Calendula<\/em> e <em>Bellis<\/em> appartengono alla sottofamiglia delle Asteroideae e a trib\u00f9 differenti. Tutte hanno flosculi (fiori che compongono l\u2019infiorescenza complessa) sia ligulati sia tubulati.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Questi tre generi e le rispettive specie pi\u00f9 conosciute, <em>Arnica montana<\/em>, <em>Calendula officinalis<\/em> e <em>Bellis perennis<\/em>, sono considerate probabilmente i migliori rimedi per i traumi fisici ed emozionali, sia in fitoterapia sia in omeopatia. Secondo David Little, i rimedi omeopatici delle Asteraceae possono essere suddivisi in quattro gruppi (<em>Arnica<\/em>, <em>Chamomilla<\/em>, <em>Cina<\/em> e <em>Wyethia<\/em>) sulla base delle similitudini nelle modalit\u00e0 di azione. Tutto il gruppo dell\u2019Arnica (che comprende i rimedi <em>Arnica<\/em>, <em>Brachyglottis<\/em>, <em>Bellis perennis<\/em>, <em>Eupatorium aromaticum<\/em>, <em>Eupatorium perfoliatum<\/em>, <em>Eupatorium purpureum<\/em>, <em>Calendula<\/em>, <em>Erechtites<\/em>, <em>Erigeron<\/em>, <em>Echinacea<\/em>, <em>Gnaphalium<\/em>, <em>Guaco<\/em>, <em>Lappa<\/em>, <em>Millefolium<\/em>, <em>Senecio aureus<\/em>) \u00e8 caratterizzato da traumi, emorragie, stati settici, diatesi artritica e reumatica e co-affezioni urinarie (vedi [Vermeulen]).<\/p>\n<p><em>Bellis perennis<\/em> non ha mai guadagnato la stessa popolarit\u00e0 di <em>Arnica montana<\/em> e <em>Calendula officinalis<\/em>, che sono usate in ogni caso di trauma, di piccola o grande entit\u00e0, ma la \u201cumile\u201d margherita \u00e8 in realt\u00e0 un rimedio piuttosto potente che pu\u00f2 essere usato in maniera pi\u00f9 o meno intercambiabile rispetto agli altri due, sebbene ovviamente sussistano delle differenze. In prima battuta, possiamo descrivere <em>Bellis perennis<\/em> come simile a un\u2019<em>Arnica<\/em> che agisce pi\u00f9 in profondit\u00e0 e che possiede una gamma di indicazioni un po\u2019 pi\u00f9 ampia.<\/p>\n<p>Prima di proseguire, diamo un\u2019occhiata a cosa sostenevano gli antichi autori a proposito di queste tre piante.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong><em>Bellis<\/em><\/strong><\/p>\n<p>John Gerard [Gerard], a proposito delle \u201cpiccole margherite\u201d, riporta:<\/p>\n<p>&#8220;<em>Le Margherite piccole sono fredde ed umide, essendo umide verso la fine del secondo grado, e fredde verso l\u2019inizio dello stesso.<\/em><\/p>\n<p><em>Le Margherite mitigano tutti i tipi di dolore, ma specialmente nelle articolazioni, e nella gotta causata da un umore secco e caldo, se esse vengono schiacciate con un po\u2019 di burro nuovo non salato, e applicate sul posto che duole: ma esse funzionano pi\u00f9 efficacemente se \u00e8 aggiunta della Malva.<\/em><\/p>\n<p><em>Le foglie delle Margherite, cotte insieme ad altre erbe, solvono il ventre; e sono usate anche nei Clisteri con buon successo, nelle febbri ardenti, e contro l\u2019infiammazione dell\u2019intestino.<\/em><\/p>\n<p><em>Il succo delle foglie e delle radici inalato nelle narici, purga potentemente la testa dagli umori maleodoranti, viscidi e corrotti, e aiuta nel mal di testa.<\/em><\/p>\n<p><em>Lo stesso dato ai cani piccoli insieme con latte, impedisce loro di crescere.<\/em><br \/><em>Le foglie peste rimuovono i lividi e i gonfiori che procedono da qualche colpo, se esse sono pestate e applicate sopra; da che essa era chiamata nei tempi antichi &#8216;Bruisewort&#8217;.<\/em><\/p>\n<p><em>Il succo messo negli occhi li schiarisce, e sana l\u2019eccessiva lacrimazione.<\/em><br \/><em>La decozione della Margherita di campo (che \u00e8 la migliore per l\u2019uso in medicina) fatta in acqua e bevuta, \u00e8 buona contro la febbre malarica, l\u2019infiammazione del fegato e di tutte le parti interne.<\/em>&#8220;<\/p>\n<p>Culpeper [Culpeper] scrive, a proposito della margherita maggiore (<em>Leucanthemum<\/em>) e della minore (<em>Bellis<\/em>), nello stesso paragrafo:<\/p>\n<p><em>&#8220;[Le Margherite] sono cos\u00ec ben conosciute finanche dai bambini, che suppongo sia inutile scrivere alcuna descrizione di esse. Prendi dunque le loro virt\u00f9 come segue.<\/em><\/p>\n<p><em>Governo e virt\u00f9. L\u2019erba \u00e8 sotto il segno del Cancro, e sotto il dominio di Venere, e quindi \u00e8 eccellentemente buona per le ferite del petto, e molto adatta ad essere messa negli oli, negli unguenti, negli impiastri e anche negli sciroppi. La Margherita selvatica maggiore \u00e8 un\u2019erba vulneraria di gran rispetto, spesso usata nelle bevande o negli unguenti preparati per le ferite, sia interne che esterne. Il succo o l\u2019acqua distillata di esse, o delle margherite minori, modera molto il calore della collera, e rinfresca il fegato, e le altre parti interne. Un decotto fatto con esse, e bevuto, aiuta a curare le ferite fatte nelle cavit\u00e0 del petto. Lo stesso cura anche tutte le ulcere e le pustole della bocca e della lingua, o delle parti segrete. Le foglie contuse ed applicate allo scroto, o a qualunque parte che sia gonfia e calda, lo risolve, e modera il calore. Una decozione preparata con esse, con erba di muro e agrimonia, e fomentando o bagnando i posti con essa calda, conferisce gran sollievo a coloro che sono affetti da paralisi, sciatica, o gotta. La stessa disperde anche e dissolve i noduli o i n\u00f2ccioli che crescono nella carne di qualunque parte del corpo, e i lividi e le ferite che vengono da cadute o percosse; esse sono usate per le ernie, o altre aperture interne, con gran successo. Un unguento preparato con esse aiuta meravigliosamente tutte le ferite che siano infiammate intorno, o che, a causa di umori umidi, non riescono a guarire da tempo e tali sono quelle, per la maggior parte, che si verificano alle articolazioni delle braccia o delle gambe. Il loro succo instillato negli occhi che lacrimano di chiunque, li aiuta molto.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Il Mattioli scrive:<\/p>\n<p>&#8220;<em>\u00c8 il Bellis di pi\u00f9, e varie, sorti, che tre sono le distinzioni delle sue spezie, cio\u00e8 maggiore, minore, e mezzano. [\u2026] Lodano tutte queste spezie i moderni per le scrofole, per le ferite della testa, e parimente per le bande delle ferite cassali penetranti nella concavit\u00e0 del petto. Le foglie masticate sanano le pustule ulcerate della bocca, e della lingua, e peste, e applicate le infiammazioni delle membra genitali. L\u2019erba fresca mangiata nell\u2019insalata, mollifica il corpo stitico, e il medesimo fa ella mangiata cotta nel brodo delle carni. Usanle alcune ai paralitici, e parimente nelle sciatiche.<\/em>&#8221; [Mattioli]<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em><strong>Calendula<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Gerard scrive:<\/p>\n<p>&#8220;<em>I fiori della Calendula sono di temperatura calda, quasi nel secondo grado, specialmente quando sono secchi: sono ritenuti capaci di rafforzare e confortare molto il cuore, e anche di resistere ai veleni, ed anche di essere buoni contro le febbri malariche pestilenziali, comunque vengano assunti. Fuchsius ha scritto, Che bevuti col vino provocano i mestrui, e il loro fumo espelle le secondine.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma le foglie dell\u2019erba sono pi\u00f9 calde; poich\u00e9 in esse c\u2019\u00e8 alquanta mordacit\u00e0, ma a causa dell\u2019umidit\u00e0 congiunta ad essa, essa non si mostra neanche poco a poco; a causa di tale umidit\u00e0 essi mollificano il corpo, e lo solvono se sono mangiate cotte.<\/em><\/p>\n<p><em>Fuchsius scrive, Che se la bocca \u00e8 lavata col succo aiuta nel mal di denti.<\/em><br \/><em>I fiori e le foglie della Calendula distillati, e l\u2019acqua instillata negli occhi arrossati e lacrimosi, fa cessare l\u2019infiammazione, ed elimina il dolore.<\/em><\/p>\n<p><em>La conserva preparata con i fiori e lo zucchero presa a digiuno al mattino, cura il tremolio del cuore, ed \u00e8 anche data in tempo di peste o pestilenza, o corruzione dell\u2019aria.<\/em><\/p>\n<p><em>Le foglie gialle dei fiori sono seccate e conservate in tutta l\u2019Olanda contro l\u2019Inverno, da mettere nei brodi, nelle pozioni mediche, e per diversi altri scopi, in tale quantit\u00e0, che in alcune drogherie o rivendite di spezie si ritrovano barili pieni di essi, e sono venduti pi\u00f9 o meno al costo di un penny, dimodoch\u00e9 nessun brodo \u00e8 ben fatto senza le Calendule essiccate.<\/em>&#8221; [Gerard]<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Culpeper scrive:<\/p>\n<p>&#8220;<em>[Le Calendule] sono cos\u00ec diffuse in ogni giardino, e cos\u00ec ben conosciute che non hanno bisogno di alcuna descrizione.<\/em><\/p>\n<p><em>Tempo. Fioriscono per tutta l\u2019Estate, e talvolta anche in Inverno, se \u00e8 mite.<\/em><\/p>\n<p><em>Governo e virt\u00f9. \u00c8 un\u2019erba del Sole, e sotto il Leone. Esse rafforzano fortemente il cuore, e sono molto espulsive, e appena un po\u2019 meno efficaci dello zafferano nel vaiolo e nel morbillo. Il succo delle foglie di Calendula mischiato con aceto, e bagnando qualunque rigonfiamento caldo con esso, d\u00e0 istantaneamente sollievo, e lo allevia. I fiori, sia freschi che secchi, sono molto usati nei posset, nei brodi, e nelle bevande, per confortare il cuore e gli spiriti, e per espellere qualsivoglia qualit\u00e0 maligna e pestilenziale che possa dar loro noia. Un impiastro fatto con la polvere dei fiori secchi, strutto, trementina, e colofonia, applicato sul petto, rafforza e aiuta il cuore infinitamente nelle febbri, siano esse pestilenziali o meno.<\/em>&#8221; [Culpeper]<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Mattioli scrive:<\/p>\n<p>&#8220;<em>Vogliono alcuni dei moderni, che la Calendola [&#8230;] sia la Calta di Virgilio, e di Plinio, fondandosi solamente nell\u2019aureo colore de\u2019 suoi perpetui fiori. [&#8230;] Noi in Toscana la mangiamo nell\u2019insalata. Scalda la Calta, assottiglia, apre, digerisce, e provoca, quantunque nel gustarla vi si senta alquanto del costrettivo: ma \u00e8 cosa notoria per mille sperimenti fatti dalle donne, che provoca ella apertamente i mestrui, e massimamente bevutone il succo; ovvero mangiata l\u2019Erba alquanti giorni continui. Il succo bevuto al peso d\u2019un\u2019oncia, con una dramma di polvere di Lombrichi terrestri, guarisce il trabocco di fiele. Sono alcuni, che dicono, che l\u2019uso di quest\u2019erba acuisce non di poco la vista: ma \u00e8 ben cosa chiara, che l\u2019acqua lambiccata dall\u2019erba fiorita guarisce il rossore, e l\u2019infiammazioni degli occhi distillandovisi dentro, o applicandovi sopra colle pezzette di tela di Lino. La polvere della secca messa sopra i denti che dogliono, vi conferisce assai.<\/em>&#8221; ([Mattioli], alla voce: Eliotropio).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"color: #333333; font-size: 16px;\">Castore Durante \u00e8 leggermente pi\u00f9 dettagliato:<\/span><\/p>\n<p>&#8220;<em>QVALITA\u2019. \u00c8 calda, &amp; secca, &amp; si conuien pi\u00f9 alle parti esterne del corpo, che all\u2019interne: assottiglia, apre, digerisce, prouoca, quantunque nel gustarla si senta c\u2019habbia alquanto del costrettiuo.<\/em><\/p>\n<p><em>VIRTV\u2019. Di dentro. Prouoca i mestrui bevendosi il succhio, ouero mangiata l\u2019herba alquanti giorni continui. Il succo beuuto al peso d\u2019vn oncia con vna dramma di poluere di lumbrici terrestri guarisce il trabocco del fiele.<\/em><\/p>\n<p><em>Mangiasi le foglie, e i fiori vtilmente nelle insalate, &amp; messi ne i brodi da lor buon odore, &amp; sapore. Conferisce quest\u2019herba ne gli affetti del cuore, nelle difficult\u00e0 del respirare, &amp; nel trabocco del fiele. Fassi dei fiori, &amp; delle cime tenere con rosso d\u2019ouo vna frittata, che mangiata ferma i mestrui superflui.<\/em><\/p>\n<p><em>VIRTV\u2019. Di fuori. L\u2019ACQUA stillata dalli suoi fiori, &amp; frondi leua l\u2019infiammation de gli occhi istillatavi dentro, \u00f2 con vna pezzetta applicata, &amp; assottiglia la vista &amp; vale come quella del cardo santo, &amp; della scabiosa \u00e0 i mali pestiferi, &amp; \u00e8 cordiale. Sana l\u2019herba le ferite. La poluere de i fiori messa con bambagio nel dente ne leua il dolore. I fiori &amp; le foglie secche facendone perfumo alla natura prouocano merauigliosamente i mestrui, &amp; le secondine ritenute nel parto. Il fiore f\u00e0 i capelli flaui, facendolo bollir nella liscia.<\/em>&#8221; ([Durante], alla voce: CALTHA).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em><strong>Arnica<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Arnica montana<\/em> \u00e8 attualmente una delle erbe pi\u00f9 note, ma nell\u2019antichit\u00e0 sembra che fosse molto poco conosciuta. \u00c8 stata citata da Hildegard von Bingen, che l\u2019ha chiamata \u201cWolfsgelegena\u201d:<\/p>\n<p>&#8220;<em>Wolfsgelegena \u00e8 molto calda e possiede un calore velenoso in essa. Se la pelle di una persona \u00e8 stata toccata con l\u2019Arnica fresca, lui o lei arder\u00e0 fortemente d\u2019amore per la persona che successivamente venga toccata dalla stessa erba. Lui o lei sar\u00e0 cos\u00ec acceso d\u2019amore, quasi [da essere] infatuato, e impazzir\u00e0.<\/em>&#8221; (Physica)<\/p>\n<p>Alcuni autori hanno associato la Wolfsgelegena all\u2019Arnica, dato che la descrizione in Physica si adatta perfettamente a quello che sappiamo oggi dell\u2019Arnica e, cio\u00e8, che \u00e8 un rimedio topico efficace per tagli, bolle, eruzioni cutanee, e dolore, ma alcuni storici della medicina non sono certi della corrispondenza con l\u2019Arnica o piuttosto con un\u2019altra erba con effetti simili. L\u2019Arnica appare citata nei testi medici solo a partire dal XV secolo, ma viene solo descritta e rappresentata. Alla fine del 1500 venne segnalata per la cura delle ferite e fu consigliata in ambito medico solo verso la fine del XVI secolo da Franz Joe di Gottinga. Bench\u00e9 l\u2019Arnica fosse coltivata da tempo nei giardini, sembra che sia stata accettata nelle farmacie soltanto attorno al 1788.<br \/>In un periodo pi\u00f9 recente, l\u2019abate Kneipp si \u00e8 espresso riguardo all\u2019Arnica in base alle sue esperienze personali, mettendo la pianta in cima alla lista delle piante curative per la guarigione delle ferite. Nel suo libro \u201cMeine wassen-kur\u201d (\u201cLa mia cura con l\u2019acqua\u201d) del 1890 si pu\u00f2 leggere: &#8220;<em>la tintura di Arnica \u00e8 talmente conosciuta dovunque e usata per la cura delle ferite e in compresse [\u2026], che non mi sembra necessario spendere alcuna parola su di essa<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Goethe beveva un infuso di Arnica quando avvertiva dolori al petto, dovuti all\u2019insufficienza cardiaca legata all\u2019et\u00e0.<\/p>\n<p>A causa della mancanza di riferimenti nei testi classici di medicina ippocratico-galenica, \u00e8 difficile sapere quale fosse la natura (temperatura) tradizionalmente attribuita all\u2019Arnica. Nonostante le incertezze sulla reale identit\u00e0 della pianta menzionata da Hildegard von Bingen, \u00e8 verosimile che l\u2019Arnica sia realmente \u201cmolto calda e con un calore velenoso\u201d, date le sue propriet\u00e0 (capacit\u00e0 di stimolazione della circolazione artero-venosa e dell\u2019attivit\u00e0 cardiaca; attivit\u00e0 revulsiva, per uso esterno, e colagoga, diuretica, emmenagoga e, ad alte dosi, abortiva, per uso interno), la sua tossicit\u00e0 e i suoi specifici effetti collaterali (irritazione a livello gastrico con nausea e coliche, nonostante l\u2019induzione di paralisi dei centri nervosi).<\/p>\n<p>L\u2019Arnica ha una attivit\u00e0 analettica (ossia stimolante del sistema nervoso) e tale attivit\u00e0 si pu\u00f2 manifestare, in alcuni soggetti, anche alle diluizioni omeopatiche.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em><strong>Differenze d\u2019azione<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che tutte e tre le piante sono utilizzate in maniera spesso interscambiabile, specialmente in caso di traumi e ferite (anche settiche) , esistono tuttavia tra di loro delle differenze abbastanza importanti. La prima differenza appare evidente dagli scritti degli autori classici ed \u00e8 relativa alla natura (o temperatura) delle tre erbe:<\/p>\n<ul>\n<li><em>Bellis<\/em> \u00e8 fredda ed umida nel secondo grado (quindi pi\u00f9 che semplicemente fresca)<\/li>\n<li><em>Calendula<\/em> \u00e8 calda e umida<\/li>\n<li><em>Arnica<\/em> \u00e8 molto calda e contiene un calore velenoso.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Possiamo dunque affermare che, nel passare da <em>Bellis<\/em> a <em>Calendula<\/em> e quindi ad <em>Arnica<\/em>, il grado di calore aumenti in maniera abbastanza importante, tanto che <em>Bellis<\/em> \u00e8 decisamente raffreddante, <em>Calendula<\/em> riscaldante e <em>Arnica<\/em> talmente calda da risultare tossica.<\/p>\n<p>La Margherita ha un\u2019azione pi\u00f9 decisamente rivolta alla sedazione dell\u2019infiammazione, del dolore e anche delle reazioni di tipo istaminico, per cui \u00e8 particolarmente adatta ai disturbi di tipo \u201ccaldo\u201d: infiammazione, dolore acuto, rossore, gonfiore (es., scottature, traumi dolenti, pizzichi di insetto anche con iper-reazione). La mancanza di calore nella Margherita non la rende particolarmente atta a \u201cmuovere i liquidi\u201d: essa non ha, ad esempio, apprezzabile attivit\u00e0 emmenagoga, n\u00e9, di conseguenza abortiva. In realt\u00e0, se \u00e8 vero che la pianta della Margherita \u00e8 decisamente fredda ed umida, i suoi capolini contengono un certo grado di calore, tanto da risultare leggermente piccanti (ma non brucianti) al gusto. Questa propriet\u00e0 conferisce ai capolini di Margherita una certa capacit\u00e0 diffusiva e di movimento, che rende assolutamente pi\u00f9 complessa (e completa) l\u2019azione della pianta quando sia usata in toto, cio\u00e8 in foglia, fiore e radice insieme. Anche la Margherita, come la Calendula (v. oltre), ad esempio, pu\u00f2 essere usata in caso di ferite settiche.<\/p>\n<p>La Calendula \u00e8, come gi\u00e0 detto, pi\u00f9 calda della Margherita e pertanto la sua azione \u00e8 decisamente pi\u00f9 \u201cimprontata\u201d al movimento: essa stimola, infatti, il movimento sia del sangue (da qui la sua capacit\u00e0 emmenagoga) sia, in maniera marcata, della linfa. Da ci\u00f2 deriva che la Calendula ha un\u2019azione importante sulla sepsi, tanto che la pratica ha mostrato la sua efficacia nel trattare anche infezioni piuttosto importanti o difficili da eradicare. La sua azione in tal senso \u00e8 pi\u00f9 da imputare alla sua capacit\u00e0 di agire sui tessuti e sul sistema linfatico che su una attivit\u00e0 direttamente antibiotica. Quindi la Calendula ha probabilmente una maggior efficacia nel prevenire e curare la sepsi e nello stimolare le mestruazioni, mentre la Margherita ha un\u2019azione antiflogistica e antidolorifica pi\u00f9 decisa.<\/p>\n<p>L\u2019Arnica \u00e8 la pi\u00f9 calda delle tre, tanto da risultare piuttosto tossica e anche decisamente abortiva.<\/p>\n<p>Al diverso grado di calore \u00e8 associata anche la \u201cprofondit\u00e0\u201d di azione delle piante: siccome il calore tende a superficializzare, l\u2019Arnica ha una affinit\u00e0 maggiore per i tessuti pi\u00f9 superficiali (pelle, muscoli e vasi sanguigni), mentre la Margherita ha un\u2019affinit\u00e0 maggiore per quelli pi\u00f9 profondi (petto, addome e cavit\u00e0 corporee). La Calendula ha un grado di Calore intermedio e, quindi, intermedia \u00e8 anche la sua profondit\u00e0 di azione (infatti ha un effetto importante sui liquidi corporei).<\/p>\n<p>Un\u2019altra differenza degna di nota sta nel tropismo delle piante. Culpeper sostiene che la Margherita \u00e8 un\u2019erba sotto il segno del Cancro e sotto il dominio di Venere, mentre la Calendula \u00e8 sotto il segno del Leone e il dominio del Sole. Purtroppo, non abbiamo menzioni rispetto all\u2019Arnica. Sebbene tali affermazioni possano sembrare superstiziose vestigia di una certa influenza astrologica medievale, in realt\u00e0 hanno dei significati ben precisi. Il segno del Cancro \u00e8 legato al torace e allo stomaco, mentre il Leone al cuore (sia fisico che inteso come \u201ccentro\u201d emozionale). Entrambi i segni astrologici indicano i distretti corporei per i quali i rispettivi rimedi presentano particolare affinit\u00e0. Le erbe considerate \u201csotto il dominio di Venere\u201d hanno specifiche attivit\u00e0: stimolano la rigenerazione tissutale e la moltiplicazione cellulare e sono capaci di \u201ccontenere\u201d le manifestazioni di tipo marziale (come le emorragie e le infiammazioni), per cui risultano vulnerarie (capaci, cio\u00e8, di sanare le ferite) e demulcenti. Le erbe sotto il dominio del Sole agiscono, ad esempio, sul sistema nervoso e sulla circolazione del sangue. Mettendo insieme queste propriet\u00e0, vengono fuori caratteristiche peculiari per ciascuna delle piante: la Margherita, ad esempio, ha un effetto quasi specifico rispetto alle \u201cferite cassali\u201d (ossia del petto), mentre la Calendula sostiene il cuore, sia nell\u2019aspetto circolatorio sia in quello emozionale (ha attivit\u00e0 antidepressiva). L\u2019Arnica ha un\u2019azione decisa sul muscolo cardiaco e sulla circolazione, specialmente arteriosa, e il suo effetto \u00e8 tanto potente da risultare, come gi\u00e0 detto, tossica.<\/p>\n<p>Nell\u2019antichit\u00e0, tra gli indicatori principali delle azioni delle piante figuravano l\u2019odore e, in misura forse maggiore, il sapore. Effettivamente queste sensazioni sono in grado di fornirci informazioni sulle sostanze contenute nelle erbe e soprattutto sulla \u201cenergetica\u201d della pianta.\u00a0<\/p>\n<p>La Calendula \u00e8 una pianta dal sapore decisamente aromatico e amaro ed inoltre \u00e8 fortemente resinosa. \u00c8 anche leggermente salata, dolce, astringente e acre, ma questi sapori sono meno importanti dei primi tre. Il suo profumo \u00e8 balsamico ed erbaceo (pi\u00f9 erbaceo nella <em>Calendula officinalis<\/em> e pi\u00f9 balsamico nella <em>Calendula arvensis<\/em>).<\/p>\n<p>La Margherita ha un profumo molto delicato: in realt\u00e0 solo i capolini hanno un odore decisamente percettibile (le foglie hanno un aroma fugace che si avverte solo all\u2019assaggio) e comunque si riesce ad apprezzarlo in maniera netta solo quando i fiori sono <em>en masse<\/em> (parecchi fiori insieme). Il sapore \u00e8 decisamente pi\u00f9 complesso di quello della calendula: la Margherita \u00e8 mucillaginosa e ha un sapore peculiare che la fa risultare contemporaneamente acre (per saponine), acido (probabilmente per acidi organici) e salino; \u00e8 un po\u2019 come se questi tre ultimi sapori si fondessero a dare un\u2019unica sensazione. Sapori minori sono: leggermente aromatico (fiori e foglie), amaro (rizoma), dolce (fiore e stelo), leggermente pungente (radice e fiore), astringente (rizoma).\u00a0<\/p>\n<p>Non avendo mai avuto la possibilit\u00e0 di assaggiare l\u2019Arnica, non parler\u00f2 del suo sapore.<br \/>Il sapore aromatico e resinoso della Calendula (che \u00e8 decisamente pi\u00f9 forte nella <em>Calendula arvensis<\/em>, rispetto alla <em>Calendula officinalis<\/em>) \u00e8 chiaramente caldo ed \u00e8 un forte indicatore della capacit\u00e0 di questa pianta di riscaldare e mettere in movimento. La sua componente amara \u00e8 invece legata alla sua capacit\u00e0 di purificare l\u2019organismo e, in maniera particolare, di \u201cassottigliare\u201d la flemma (liquidi ispessiti e viscosi) eventualmente presente nei tessuti e nell&#8217;apparato digerente.<\/p>\n<p>Il mucillaginoso della Margherita ne indica la capacit\u00e0 demulcente (ossia, sedativa delle infiammazioni ed emolliente per i tessuti, specialmente se irritati) oltre che diuretica. Il sapore salino indica la capacit\u00e0 della pianta di: ammorbidire i tessuti; ammorbidire i depositi di flemma preparandoli per l\u2019eliminazione; favorire l\u2019evacuazione delle feci (ammorbidisce la massa fecale); \u201centrare nei Reni\u201d (secondo la MTC), agendo, tra l\u2019altro, sul metabolismo degli elettroliti. Il sapore acre indica la presenza di saponine, che hanno un\u2019azione per certi versi simile a quella del salato (anche le piante con saponine ammorbidiscono i tessuti e i depositi di flemma), ma lo fanno in maniera decisamente pi\u00f9 intensa. Il sapore acido indica la presenza di acidi organici, che hanno un\u2019azione rinfrescante e che sono capaci di \u201csedare\u201d la tendenza infiammatoria tissutale e metabolica. Insieme, tutti questi sapori indicano la capacit\u00e0 della margherita di spegnere le infiammazioni e di lenire i tessuti irritati, di favorire l\u2019evacuazione delle feci e la diuresi e di ammorbidire i tessuti induriti e la flemma viscosa e stagnante. Quest\u2019ultima propriet\u00e0 la rende capace di agire su tutti gli \u201cindurimenti\u201d corporei, tra cui scrofole, orzaioli, linfonodi induriti e addirittura alcune neoplasie, benigne o maligne: in letteratura sono riportati casi di azione importante e decisa su alcuni casi di cancro (soprattutto mammario; v., ad esempio, il Dr. J. Compton Burnett nel suo \u201cCurability of Tumors\u201d).<\/p>\n<p>Entrambe le piante hanno una importante capacit\u00e0 antinfiammatoria. Da quanto appena esposto, si evince che per\u00f2 il meccanismo d\u2019azione \u00e8 differente: la Calendula, essendo calda, ha la capacit\u00e0 di \u201cmettere in movimento\u201d e questo lo fa anche con l\u2019infiammazione, che viene letteralmente spostata dai tessuti e \u201cdispersa\u201d (la Calendula veniva addirittura classificata come \u201cespulsiva\u201d, cio\u00e8 capace di espellere le malattie verso l\u2019esterno del corpo); la Margherita, invece, \u201cspegne\u201d l\u2019infiammazione e riduce l\u2019eventuale sottostante iperattivit\u00e0 tissutale.<\/p>\n<p>Anche l\u2019omeopatia, infine, ci d\u00e0 alcune informazioni interessanti. Ad esempio, <em>Bellis perennis<\/em> viene suggerita nei casi in cui il gonfiore causato da un trauma permane anche dopo l\u2019uso di Arnica, oppure nel caso in cui il trauma sia dovuto specificamente ad una operazione chirurgica, quindi un trauma \u201cprofondo\u201d dal punto di vista tissutale (v. ad esempio [HForHealth, Vermeulen2]).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><br \/>[Culpeper] Culpeper\u2019s \u201c<em>Complete Herbal<\/em>\u201d (1653 &amp; other editions)<br \/>[Durante] Castore Durante, \u201c<em>Herbario nuovo<\/em>\u201d (1667)<br \/>[Gerard] John Gerard, \u201c<em>The herball, or, Generall historie of plantes<\/em>\u201d (1636 &amp; other editions)<br \/>[HForHealth]\u00a0<a href=\"http:\/\/www.homeopathyforhealth.net\/2012\/10\/24\/bellis-perennis\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow noreferrer\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}\" data-lynx-mode=\"async\">http:\/\/www.homeopathyforhealth.net\/20\u2026\/\u2026\/24\/bellis-perennis\/<\/a><br \/>[Mattioli] Pietro Andrea Mattioli, \u201c<em>Discorsi di M. Pietro Andrea Mattioli sanese, medico cesareo, ne\u2019 sei libri di Pedacio Doscoride Anazarbeo della materia Medicinale<\/em>\u201d (1746)<br \/>[Vermeulen] Frans Vermeulen, \u201c<em>Plants \u2013 Homeopathic and Medicinal uses from a Botanical Family Perspective<\/em>\u201d, Saltire Books (2011)<br \/>[Vermeulen2] Frans Vermeulen, &#8220;<em>The New Synoptic One<\/em>&#8220;, Emryss (2004); &#8211; (Italiano) Frans Vermeulen, \u201c<em>Materia Medica Omeopatica Sinottica<\/em>\u201d, Ed. Salus Infirmorum (2007)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arnica, Calendula e Bellis sono tre generi botanici appartenenti alla famiglia delle Asteraceae (o Compositae, nomen conservandum), uno dei due generi pi\u00f9 numerosi tra le Spermatophytae (piante che si riproducono per seme), insieme alle Orchidaceae. 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