L’Arte della Guarigione

Quella della Guarigione è un’Arte sottile, perché deve risultare efficace su tutti i livelli dell’Uomo: certamente quello fisico, ma anche quello mentale, quello emozionale e quello psicologico profondo (il nostro “core“, il livello che talvolta noi chiamiamo “spirituale”). Su tali piani è conservata memoria di tutto il nostro personale vissuto e di tutta la nostra storia metabolica, funzionale, esperienziale e relazionale. I nostri pensieri e le nostre emozioni, tutti i nostri personali traumi e anche i traumi dei nostri antenati, come ci insegna l’epigenetica, sono registrati in maniera indelebile sul “tessuto” del nostro essere.

Quando il corpo si ammala, affinché si realizzi la guarigione (quella vera) è necessario riuscire ad eliminare i blocchi, a colmare i vuoti e a risolvere gli eccessi, in modo tale che l’energia vitale (o, se preferiamo, l’intelligenza funzionale dinamica del corpo) possa ritornare a fluire nuovamente senza ostacoli, deviazioni o compensazioni. Allora, tutto ciò che si era rotto pian piano, grazie ai poteri innati di auto-guarigione del nostro organismo (la Vis medicatrix naturae di Ippocratica memoria), si ripara spontaneamente e tutto il nostro essere torna a funzionare in perfetta integrità e autonomia.

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The Art of Healing

Healing is a subtle Art, since it must be effective upon all the human levels: surely the physycal one, but also those mental, emotional and deep psychological (our “core“, the level we often call “spiritual”). Within these levels, the memories of all our personal experiences and of all our metabolic, functional, experiential and relational history are kept. Our thoughts and emotions, all of our personal traumas and also the traumas we inherited from our ancestors (as epigenetics teach us) are indelibly recorded as tracks on the “tissue” our being is made of.

When the body gets ill, in order to achieve true healing, we have to remove all the blockages, to fill in all the voids and to resolve all the excesses, so that the vital energy (or, if we prefer, the dynamic functional intelligence of our body) can return to move freely, without obstacles, deviations or compensations. This way, all that was broken slowly starts to repair itself, thanks to the innate self-healing powers that inhabit our body (the Ippocratic Vis medicatrix naturae) and the whole our being becomes fully functional again, in perfect integrity and “self-governance”.

Carota selvatica: il fiore della “chiara visione”

Fiore di carota selvatica – Wild carrot flower

La carota selvatica (Daucus carota L.) è una pianta molto diffusa in Italia ma anche nelle zone temperate dell’Europa in genere, del Nord America e dell’Asia. Il suo fiore si vede quasi dovunque nel periodo estivo (fiorisce da aprile ad ottobre), specialmente nei prati, ai margini delle strade, negli incolti e, in genere, negli ambienti aridi, dal livello del mare fino a circa 1400 m slm [Acta].

Il fiore (in realtà è più corretto chiamarlo “infiorescenza”), visto da lontano, sembra quasi insignificante, ma, visto da vicino, rivela una complessità quasi incredibile, tanto da sembrare quasi un ricamo di pizzo: il suo nome inglese, infatti, è “Queen Anne’s Lace” (che significa “pizzo della regina Anna”). Quando si formano i semi, le ombrelle si richiudono su se stesse a formare una sorta di nido che protegge i semi in maturazione. In questi “nidi” trovano rifugio diverse specie di insetti.

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Wild carrot: the flower of “clear vision”

Wild carrot (Daucus carota L.) is native to temperate climate zones of Europe and South-West Asia, but now present also in North America and Australia. Its flower can be seen almost everywhere during the summer (it’s in flower from April to October), especially in the meadows, along the roadsides, in the uncultivated fields and more generally in arid environments, from the sea level up to abt. 1400 meters above sea level [Acta].

The flower (or, more correctly, the inflorescence), seen from afar, seems almost an insignificant one but, on a closer look, it reveals a quite astonishing complexity, looking like a lace (from which its other common name “Queen Anne’s Lace”). When the plant sets seeds, the umbrel closes upon itself assuming the form of a nest, in which a lot of insects and bugs find shelter.

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Vervain: a plant for the Spirit Warriors

The Spirit Warriors are fiery men and women that fought a thousand battles and were wounded a thousand times. Even though they operate on the plane of the physycal reality, their hearts and minds dwell in the Light, and from the Light they draw their Force and their Vision.

Sometimes, the connection with the Light becomes faint, and then the Spirit Warrior needs to find again his center and his Way. So he starts having fixed ideas and convinces himself that he is absolutely right, becoming, this way, unable to accept the defeat or his brothers’ and his systers’ Visions. Those are the people, according to Edward Bach, “that have immutable principles and ideas, that are convinced that they are right and that seldom change. They have a great desire to convert all the people around them to their own way of conceiving life.” [Bach]. They tend to make excessive efforts both physically and mentally. They can be easily  led astray by their own enthusiasm, and for this reason ending exhausted. In all things, they tend to be too serious and tense. They have often great ideals and ambitions for the good of humanity.

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Verbena: la pianta dei Guerrieri dello Spirito

I Guerrieri dello Spirito sono uomini e donne ardenti che hanno combattuto mille battaglie e sono stati feriti mille volte. Pur operando sul piano della realtà fisica, i loro cuori e le loro menti dimorano nella Luce e dalla Luce essi traggono la loro Forza e la loro Visione.

Talvolta il contatto con la Luce si fa labile ed allora il Guerriero dello Spirito ha bisogno di ritrovare la sua centratura e la sua Via. Comincia ad avere idee fisse e si convince di aver assolutamente ragione, diventando, così, incapace di accettare la sconfitta e di accogliere le visioni dei suoi fratelli e delle sue sorelle. Queste persone, secondo Edward Bach, sono quelle “con principi ed idee immutabili, che sono convinti di essere giuste e che molto raramente cambiano. Hanno un grande desiderio di convertire al proprio modo di vedere la vita tutti coloro che sono attorno a loro.” [Bach]. Tendono a sforzarsi eccessivamente dal punto di vista fisico e mentale. Potrebbero essere portati fuori strada dal loro entusiasmo, stancandosi parecchio. In tutte le cose tendono ad essere troppo seri e tesi. Sono spesso persone con grandi ideali e ambizioni per il bene dell’umanità.

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Acacia di Costantinopoli

Albizia julibrissin (fiori – flowers)

L’Acacia di Costantinopoli (Albizia julibrissin Durazz.), usata per lo più come albero ornamentale per l’eleganza e la bellezza della sua fioritura, è adoperata anche in medicina cinese e nell’erboristeria americana per la sua capacità di acquietare lo spirito e di innalzare il tono dell’umore e per trattare la depressione e il dolore emozionale (per esempio dovuto ad un lutto). La droga (cioè la parte usata) è costituita sia dalla corteccia, più amara, sia dai fiori, che tra l’altro sono commestibili da cotti (al pari delle giovani foglie).

In Cinese è conosciuto come He Huan Pi, che significa “corteccia della felicità collettiva”.

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Persian Silktree

The Persian silk tree or Silktree (Albizia julibrissin Durazz.), mostly used as an ornamental tree for its elegant and beautiful flowers, is also used as a medicinal plant both in Traditional Chinese medicine and in western herbalism for its healing properties. It calms the spirit, uplifts the mood, and treats depression and grief (for eample, due to the loss of a beloved one). Both the bark, more bitter, and the flowers (that are also edible when cooked) are used. Also the young leaves can be cooked and eaten.

Its Chinese name is He Huan Pi, that means “collective happiness bark”.

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Lattuga selvatica

La Lattuga selvatica (Lactuca serriola L. o Lactuca sativa L. subsp. serriola (L.) Galasso, Banfi, Bartolucci & Ardenghi) è commestibile in piccole quantità: poche foglie giovani vengono per lo più mescolate ad altre erbe selvatiche e verdure, alle quali conferisce gusto e pastosità. Il lieve sapore amarognolo è particolarmente gradevole.

Quando gli steli e le foglie vengono tagliati, secerne un lattice bianco che all’aria tende ad essiccare e rapprendersi, assumendo un colore bruno. Il lattice fresco sembra essere leggermente tossico, mentre quando è essiccato (prende il nome di lattucario) assume proprietà medicinali e psicoattive. Nel corso dell’Ottocento il lattucario era usato come sostituto dell’oppio (lactuca opium).

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Prickly lettuce

Prickly lettuce (Lactuca serriola L. or Lactuca sativa L. subsp. serriola (L.) Galasso, Banfi, Bartolucci & Ardenghi) is edible in small quantities: few leaves (when young) are usually mixed with other wild or cultivated leaves, making a tasteful and mellow salad. The slightly bitter taste is quite pleasant.

When the stalks and leaves are cut, the plants secretes a white latex that thickens and turns slightly brown upon drying. The fresh latex seems to be sligthly toxic, but the dried one (called lactucarium) has medicinal and slightly psichoactive properties. During the XIX century, lactucarium was used as an opium substitute (called lactuca opium in Latin).

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