L’albero del Melo

Rametti primaverili di melo pronti per la preparazione della tintura di rametti con gemme – Spring apple tree twigs ready for the production of the tincture of twigs with buds
 

Una pianta praticamente sconosciuta dal punto di vista terapeutico in Italia, il melo (Malus domestica (Borkh.) Borkh.) è un vero e proprio concentrato di proprietà interessanti: è rinfrescante ed umidificante, ha sapore leggermente astringente, aromatico e insieme dolce e amaro-acre. Ha un tropismo particolare per gli organi interni posti al di sotto del diaframma (stomaco, fegato, cistifellea, intestini, reni, milza e pancreas), per il cuore e per il sistema nervoso (copre la quasi totalità degli organi interni).

Essendo contemporaneamente dolce e amaro-acre, tende a nutrire i tessuti e, insieme, a favorire l’eliminazione delle scorie e degli “umori” patogeni, mentre contemporaneamente rinfresca. La sua astringenza lo rende utile nel prolasso e nella lassità tissutali e in caso di lesioni ed infiammazioni degli epiteli. Ha pertanto azione bivalente (nutre e tonifica da una parte ed elimina dall’altra) sui tessuti e sugli organi; in altre parole, espelle dall’organismo ciò che deve essere espulso e sostiene quello che deve rimanere.

È alterativo, diuretico, rinfrescante, antiedemigeno e uricolitico. Regola la pressione arteriosa (come la maggior parte delle Rosaceae) e protegge il tessuto vascolare, regolandone tensione e permeabilità, contribuendo a riparare le pareti dei capillari e a ridurre i disturbi vasomotori; previene e tratta l’aterosclerosi. Regola l’acidità dell’ambiente gastrico e tonifica il cardias. Regola il funzionamento dell’alvo, agendo sia nella stipsi che nella diarrea. Ha un’azione regolatrice anche sul fegato, riuscendo utile, ad esempio, in caso di steatosi epatica ed “epatismi” (disturbi funzionali del fegato). È indicato nelle infiammazioni del colon, nel prolasso rettale e in caso di fistole o ragadi anali. Stimola la funzionalità renale, promuovendo il drenaggio delle scorie e la diuresi. Tonico del sistema nervoso, ha capacità nootropiche (migliora la memoria) e neuroprotettive. Regola la produzione e la degradazione degli ormoni steroidei, avendo una leggera azione simil-progestinica, riducendo l’iper-estrogenismo e i sintomi della sindrome premestruale e risultando utile anche in pre-menopausa e menopausa. Purifica la pelle asfittica.

Tradizionalmente usato nei paesi anglofoni in caso di gastrite e di reflusso gastroesofageo, è anche un possibile alleato in caso di diabete (specialmente di tipo 2: aumenta l’escrezione renale di glucosio diminuendone l’assorbimento), è un ottimo tonico ricostituente, è utile nelle febbri, è un tonico della milza e buon rimedio linfatico. È indicato in caso di renella e calcoli renali e nell’ipercolesterolemia (specialmente le gemme fogliari diminuiscono il colesterolo LDL e aumentano quello HDL)…

Insomma, pare proprio che il proverbio “una mela al giorno toglie il medico di torno” si possa applicare anche ai rimedi preparati con l’albero.

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