Agrumi

Bergamotti (Citrus x bergamia Risso & Poit.) calabresi

Con il nome di agrumi si intendono generalmente i frutti degli alberi del genere Citrus L., appartenenti alla sottofamiglia Aurantioideae Eaton della famiglia delle Rutaceae Juss.

Conosciutissimi in tutto il mondo come frutti dal tipico sapore agrodolce (più o meno acre e/o dolce a seconda delle specie e delle varietà) e talvolta anche amaro, sono perlopiù usati come alimento, sia da freschi, tal quali, sia come ingredienti di preparazioni diverse (es. marmellate) o come aromatizzanti (per esempio, le scorze essiccate o candite).

A differenza di quanto avviene nella Medicina Cinese, gli agrumi sono pressoché assenti dalla pratica terapeutica (erboristica) occidentale, il che è davvero un peccato, considerando le proprietà davvero interessanti che possiedono. In realtà, questo è vero solo per l’erboristeria occidentale contemporanea; infatti, nei trattati medici cinque-seicenteschi gli agrumi vengono descritti in maniera analoga alle altre piante medicinali all’epoca conosciute.

Ad esempio, Castore Durante scrive a proposito di due agrumi nel suo Herbario Nuovo [Durante]:

CEDRI

QVALITA’. La scorza è calda & secca nel terzo grado, la polpa refrigera, & humetta nel primo grado: la parte acetosa è frigida nel terzo grado. Il seme è caldo & secco nel terzo grado.

VIRTU’. Di dentro. […] La lor carne difficilmente si digerisce, & genera flemma grossa, per il che commodissimamente si mangia col mele. La scorza aiuta la digestione, giova alla malinconia: mangiata moderatamente conforta lo stomacho, ma immoderatamente usata l’offende. Condita con mele riscalda il ventre , purgali da cattiui humori, & aiuta la concottione dei cibi. Il seme è rimedio a tutti i veleni, massime à i morsi de gli scorpioni bevuto: provoca i mestrui, & fa aborto. La parte acida raffrena la colera, & estingue la sete cruda, ò confettata, e vale à i contagij della peste. […] La scorza, condita con zuccaro, ò mele corrobora lo stomacho, e il cuore. Si fa dell’agro di cedro conserva & siroppo, molto utili nelle febbri pestilenziali.

 

ARANCI

QVALITA’. La scorza è calda & secca nel principio del terzo grado: la polpa è la parte vinosa è frigida, & secca nel secondo grado, & le dolci non sono prive di qualche calore. Il seme è calido & secco nel secondo grado.

VIRTU’. Di dentro. Ha quasi le medesime virtù del cedro, la scorza condita con zuccaro corrobora lo stomaco, scaccia la ventosità, & la flemma, ch’è nello stomaco.  […] Il succo delle acri è frigido, & però è molto a proposito nelle febbri, & in tutte le putredini, ch’estinguono la sete, & resistono alla putredine, & i dolci vi nuocono.

 

E, ancora, ne “Il tesoro della Sanità” [Durante2]:

ARANCI

Qualità. La scorza è calda, & secca nel principio del terzo grado; la polpa, cioè la parte vinosa, fredda, & secca nel secondo grado; il seme è caldo, & secco nel secundo grado. I dolci sono caldi moderatamente , & sono pettorali; altri sono acetosi, che sono freddi nel primo grado; altri sono di mezzo sapore, che sono freddi, & secchi temperatamente.

Giouamenti. Le melangole dolci, mangiate auanti al cibo, sono conuenienti allo stomaco in ogni tempo, & sono pettorali, sono buone per i malenconici, & per i catarrosi, & leuano le oppilazioni; acetose smorzano la sete, & risuegliano l’appetito, il lor succo asperso sopra gli arrosti, ò pesci fritti dan lor gratia, & soavità, & con zuccaro si mangiano auanti al cibo, come le dolci: altre sono di mezzo sapore, & queste sono grate al gusto, risuegliano l’appetito, sono ottime nelle febbri coleriche, & leniscono la gola, & leuano la sete: della lor scorza secca si fà polvere, la quale ammazza i vermini, & presa nel vino preserua dalla peste.

Nocumenti. Gli aranci bruschi stringono il corpo valorosamente, & lo fanno stitico, & raffreddano lo stomaco, & stringono il petto, & l’arterie, li dolci accrescono la collera nelle febbri.

Rimedi. Si ripara i danni, che fan gli acetosi, aggiuntoui il zuccaro, che è molto stomacale, & mangiando di quelli in poca quantità. Son buoni in ogni tempo i dolci per i vecchi, & gli acetosi ne i tempi caldi per i gioueni, & per i colerici, & sanguigni, massime nelle febbri pestifere.”

 

Castore Durante chiama aranci o malangole e, in latino, arancia mala i frutti dell’arancio e li distingue in dolci, acetosi e di mezzo sapore: pur essendo malangola un nome oggi usato per indicare i frutti dell’arancio amaro (Citrus x aurantium L.), è possibile, dato che nelle descrizioni non si trova menzione di alcun gusto amaro, che si tratti piuttosto delle arance oggi comunemente intese, ossia i frutti del Citrus sinensis (L.) Osbeck.

Nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC), gli agrumi sono classificati come “erbe per mobilizzare e regolare il Qi”, ossia come droghe adatte per trattare alcune delle condizioni note come “stasi di Qi” e come “Qi controcorrente” (o “Qi ribelle”). Tali espressioni, che possono risultare ostiche per chi non conosce a fondo la Medicina Tradizionale Cinese, definiscono alcuni quadri sintomatologici caratterizzati da “distensione” (ossia senso di gonfiore) addominale o toracica, tosse, dispnea, vomito, ma anche depressione e/o disturbi ginecologici (come amenorrea o dismenorrea).

Il termine occidentale più vicino, in termini semantici, è carminativi, anche se, rispetto ai carminativi propriamente detti (rimedi specificamente usati per trattare i gonfiori intestinali e stimolare i processi digestivi), nell’accezione cinese tali droghe hanno proprietà chiaramente più complesse.

In MTC viene fatta una distinzione tra i diversi tipi di agrumi, le parti usate (frutti, foglie, semi, “midollo” del frutto – ossia la parte filamentosa bianca che si trova al centro del frutto, scorze con o senza l’albedo, ossia la “parte bianca”) e lo stadio di maturazione (in caso si tratti di frutti o scorze). Gli agrumi più usati sono:

  • il mandarino (per lo più Citrus reticulata Blanco e le sue varietà orticole): sono usate le scorze del frutto maturo con o senza l’albedo, le scorze del frutto immaturo, le foglie, i semi, il midollo del frutto;
  • l’arancio amaro (Citrus x aurantium): è usato il frutto immaturo o maturo;
  • il cedro (Citrus medica), sia nella sua forma comune sia nella forma nota come mano di Buddha (Citrus medica var. sarcodactylus (Siebold ex Hoola van Nooten) Swingle): sono usati frutti e fiori.

Ogni specie e parte degli agrumi ha sue peculiari azioni e “sfumature” di azione.

Tutte queste droghe hanno un sapore pungente e amaro o leggermente amaro e una natura calda (tranne l’arancio amaro, che è considerato, da alcuni autori, leggermente freddo).

Il sapore pungente (o piccante o acre) è più da intendersi come una sensazione che come un sapore classico: esso, infatti, è caratterizzato da una sensazione di bruciore o di intorpidimento della lingua. Spesso è dovuto alla presenza di olii essenziali (OE), per cui parecchie volte si fa confusione tra le droghe pungenti e quelle aromatiche che vengono fatte coincidere. Tuttavia, tale coincidenza è solo parziale (non tutte le droghe pungenti sono aromatiche e non tutte le aromatiche sono anche pungenti), dato che:

  • il sapore pungente può essere dovuto anche a sostanze diverse dagli olii essenziali (come ad esempio la protoanemonina delle Ranunculacee, la capsaicina del peperoncino, i tiocianati degli Allium e delle Brassicacee, le N-alchilammidi di alcune Asteracee come Echinacea e Acmella, ecc.);
  • l’aromaticità può essere dovuta anche a sostanze diverse dagli olii essenziali (ad esempio, la cumarina o la vanillina);
  • non tutte le piante contenenti olii essenziali risultano (o sono classificate come) pungenti, perché l’olio essenziale in esse contenute è troppo poco e/o a causa della natura delle specifiche molecole costituenti l’olio essenziale: è il caso, per esempio, delle rose, classificate in MTC, a seconda delle specie, come amare e astringenti (Flos Rosae Multiflorae), dolci (Flos Rosae Chinensis) o dolci e amare (Flos Rosae Rugosae), ma non pungenti.

In Medicina Cinese, il sapore pungente è associato ai Polmoni, responsabili, tra l’altro, di controllare il Wei Qi (Soffio Difensivo), la circolazione superficiale del Qi e dei fluidi e, pertanto, anche l’apertura dei pori della pelle. Le droghe pungenti, infatti, sono spesso capaci di modulare la sudorazione (droghe diaforetiche, antidiaforetiche o ambivalenti, come la Salvia, che assunta a caldo provoca sudorazione, mentre a freddo la riduce), mentre alcune di esse alleviano la tosse e/o la dispnea (radice di Aster, fiore di Tussilago, semi di Perilla e Lepidium) ripristinando la discesa verso il basso del Qi di Polmone.

Inoltre, il sapore piccante ha anche l’azione specifica di attivare la circolazione del Qi e di disperdere l’accumulo di umidità. Alcune erbe piccanti vengono usate specificamente per questi scopi (è questo, ad esempio, il caso degli agrumi).

Dal punto di vista occidentale, gli olii essenziali hanno la capacità di: attraversare le membrane cellulari, penetrando velocemente nei tessuti; modulare la dilatazione e la contrattilità dei vasi sanguigni, profondi e periferici, “alterando” quindi, in qualche modo, la circolazione superficiale e favorendo o inibendo la sudorazione; agire sulla contrattilità dei bronchi; fluidificare e mobilizzare i muchi; contrastare le infezioni, grazie alla loro azione antisettica. Tutte queste proprietà rendono, almeno parzialmente, conto di tutte le attività tradizionalmente connesse alle piante pungenti ricche di olii essenziali.

Un’altra proprietà assai importante degli olii essenziali è legata alla loro capacità di agire sul sistema nervoso, modulandone l’attività in maniera diversa al variare della specie vegetale da cui vengono estratti. Spesso le droghe pungenti e aromatiche, infatti, hanno la capacità di agire sulla risposta allo stress, sul tono dell’umore e sulla reattività “nervosa” in generale.

Tornando ai nostri agrumi, in MTC essi sono ritenuti in generale capaci di:

  • regolare il Qi;
  • aggiustare il Middle Jiao (Riscaldatore Medio: il sapore acre sostiene il Qi di Milza e l’amaro fa discendere il Qi di Stomaco);
  • asciugare l’umidità;
  • risolvere la Flemma;
  • sostenere l’attività di trasporto della Milza;
  • dirigere il Qi verso il basso.

I meridiani interessati variano a seconda dello specifico agrume, delle parti che se ne utilizzano e dello stadio di maturazione (nel caso di frutto e/o scorza). In generale saranno interessati principalmente i meridiani di Polmone e Stomaco e quelli di Milza o, in alternativa, Fegato. Nel caso sia interessato il meridiano di Milza, la droga è più indicata nelle condizioni in cui ci siano gonfiori intestinali e deficit digestivi eventualmente con vomito; nel caso sia interessato il meridiano di Fegato, la droga è più indicata nei casi in cui la “distensione” sia a livello toracico o di ipocondrio destro e sia accompagnata da senso di angoscia ed eventualmente depressione, amenorrea o dismenorrea. Gli agrumi che entrano nel meridiano di Fegato possono essere usati, in generale, nel trattamento di alcuni casi di depressione, concordemente con il quadro sintomatologico e con le proprietà della specifica droga.

Secondo Michael Tierra [Tierra], quasi tutti, se non tutti, gli agrumi possiedono proprietà carminative e regolatrici del Qi:

  • la buccia di mandarino maturo cura indigestione e spasmi intestinali, favorisce l’espulsione di muco dai polmoni e tonifica la Milza; è tanto migliore quanto più è invecchiata;
  • la buccia di mandarino acerbo ha un’azione decisamente più forte di quella del mandarino maturo, riuscendo a trattare la congestione biliare, la distensione al torace, i dolori causati da ernie, il ristagno di cibo, la congestione di muco e/o linfa, la febbre e brividi intermittenti, il cancro al seno e gli ascessi mammari;
  • i semi di mandarino combattono l’eccesso di muco e i disturbi di tipo Shan (termine generico usato per indicare i problemi dello scroto e dei testicoli e le ernie inguinali), ad esempio testicoli gonfi e dolenti;
  • il midollo del mandarino ha azione carminativa ed antiemetica, risultando indicato in caso di gonfiore addominale, vomito e singhiozzo;
  • la buccia di arancia amara è più fresca di quelle del mandarino ed è indicata per trattare dolore e gonfiore della zona addominale ed epigastrica, ristagno di cibo, indigestione accompagnata da gas intestinali e stipsi; è uno dei più forti mobilitanti del Qi, con un’azione mirata ai meridiani del Fegato e della Vescica Biliare, tanto da essere utilizzata per “rompere” le masse (anche neoplastiche);
  • la buccia delle arance possiede un’energia più fresca di quelle del mandarino, esercitando un’azione più leggera;
  • la buccia di limone mobilizza il Qi del Fegato e della Milza;
  • la buccia di lime è specifica per il Fegato;
  • la buccia di pompelmo è più adatta alla Milza.

Di solito si usano 3-10 g in decozione, tranne che nel caso del midollo di mandarino (6-10 g). Nel caso del frutto intero secco di arancio amaro, si possono usare 30 g in caso si necessiti di una grande dose.

 

Riferimenti

[Durante] Castore Durante, “Herbario Nuovo”, Venezia, 1666

[Durante2] Castore Durante, “Il Tesoro della Sanità”, Torino, 1612

[Tierra] Michael Tierra, “Grande manuale di Erboristeria”, Ed. Mediterranee (1995)

 

Scorze di bergamotto
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