Il guaritore dimenticato: il cardo dei lanaioli

Pianta in passato tenuta in grande considerazione, il cardo dei lanaioli (Dipsacus fullonum L.) è oggi pressoché caduta in disuso. Fin dai tempi degli antichi egizi, le sue infruttescenze sono state utilizzate nella lavorazione della lana (“cardatura” o garzatura). Il cardo, a differenza degli strumenti di acciaio o plastica con funzioni simili, permette di ottenere una lavorazione più fine e non fa spezzare le fibre del tessuto. Dalla selezione fatta dall’uomo nei secoli sulle piante per ottenere capolini più uniformi e compatti (e per questo più adatti al lavoro della garzatura) ha avuto origine il Dipsacus sativus (L.) Honck., un tempo specie coltivata ed ora rinselvatichita e presente esclusivamente in alcune zone dell’Italia settentrionale. [Acta]

Esistono diverse specie di Dipsacus, di cui D. fullonum L., D. sativus (L.) Honck., D. ferox Loisel, D. laciniatus L., D. pilosus L. sono presenti in Italia.
D. asperoides C. Y. Cheng et T. M. Ai e D. japonicus Miq. sono presenti in Asia Orientale e le loro radici sono utilizzate in Medicina Cinese, indicate con il nome Xu Duan (che significa, grosso modo, “ripara ciò che è rotto”).

A causa delle spine presenti su tutta la pianta, il cardo dei lanaioli è chiaramente assegnabile al dominio di Marte, ma secondo Culpeper, noto medico e botanico inglese del XVII secolo, la pianta ha importanti caratteristiche venusine.

Dal punto di vista terapeutico, la parte che si usa di più è la radice, anche se, secondo alcuni autori, le foglie hanno proprietà simili. La radice è diuretica, diaforetica e stimola la secrezione della bile; ha proprietà depurative e stimola la digestione. È stata usata tradizionalmente per la gotta, l’artrite, i reumatismi, l’idropisia, l’epatite e per i problemi della cistifellea. Recentemente è stata usata come potente rimedio per il morbo di Lyme. Come molte piante nella famiglia delle ex Dipsacaceae (ora incluse nelle Caprifoliaceae), è stata usata tradizionalmente anche per problemi di pelle come dermatiti, foruncolosi, acne e psoriasi, specialmente quando derivanti da disfunzioni dell’apparato digerente. La pianta può essere anche usata sotto forma di unguento per le fistole anali e le emorroidi.

Uno dei principali usi della pianta è in caso di pazienti che sono completamente o parzialmente debilitati dall’infiammazione e dalla “avaria” di articolazioni e muscoli, tipicamente persone che letteralmente non riescono a stare in piedi (anche perché hanno perso la loro forza). È anche indicata in caso di fratture ossee e osteoporosi.

Secondo Ildegarda di Bingen, il cardo dei lanaioli è caldo e secco ed ha un effetto disintossicante; per tale ragione, polverizzato e assunto con cibi o bevande caccia fuori dal corpo tutti i veleni.

Leonhart Fuchs, nel suo “New Herbal Book” (1543) scrive:

L’acqua che si trova tra le foglie è cosiderata utile per gli occhi offuscati quando questi vengano lavati con essa. Quest’acqua elimina anche le macchie sotto gli occhi, quando vengano lavati con essa”. Anche Culpeper dice che “l’acqua del bacino di Venere calma gli occhi infiammati“. (Il bacino di Venere è la concavità formata dalla foglie in prossimità dello stelo). [Storl, Wood]

Questa pianta è semi-carnivora: l’acqua che si raccoglie tra le foglie (“bacino di Venere”) tende ad intrappolare insetti i quali, decomponendosi, stimolano la pianta a produrre più semi. [Shaw]

Nella Medicina Tradizionale Cinese, la radice di Dipsacus (Xu Duan) è considerata una droga che tonifica lo Yang. Ha sapore amaro, dolce e pungente e la sua natura è leggermente calda.

Entra nei meridiani di Fegato e Rene ed è usata per: tonificare il Fegato e i Reni, fermare le emorragie e calmare il feto (ossia in caso di rischio di aborto), rafforza ossa e muscoli, tratta i traumi e consolida le fratture. È indicata per dolori nella regione lombare, debolezza delle gambe, metrorragia e perdite vaginali, contusioni e cadute, ascessi e piaghe.

L’erba carbonizzata è usata in caso di metrorragia; preparata con sale, è usata per tonificare Fegato e Reni; preparata con liquore, per fermare le emorragie e trattare i traumi.

Può essere usata anche in caso di impotenza, spermatorrea, enuresi e poliuria dovuti a Vuoto di Yang di Rene, anche se questi sintomi non costituiscono l’indicazione primaria dell’erba (in questi casi, può essere usata come erba ausiliaria).
Non essendo grassa o “pesantemente” umida, può essere usata senza causare stagnazione.

Dosaggio usuale: 10-12g.

Precauzioni e controindicazioni: Xu Duan non dovrebbe essere usata nello stadio iniziale della dissenteria ed è vietata in caso di depressione dovuta a rabbia.

Il cardo dei lanaioli è una pianta che ci aiuta ad aggiustare ciò che è rotto, ridonandoci le risorse di cui necessitiamo per “rimetterci in piedi”, fisicamente ed emozionalmente, e aiutandoci, inoltre, a ricostruire la nostra armatura. Ci coccola, ci rialza e ci dà forza, ridonandoci la capacità di vedere il bello.

References:
[Acta] http://www.floraitaliae.actaplantarum.org/viewtopic.php?f=95&t=7362
[Li Wei] Xu Li, Wang Wei, “Chinese Materia Medica – Combinations and Applications“, Donica Publishing
[Storl] Wolf D. Storl, “Healing Lyme Disease Naturally“, North Atlantic Books
[Shaw] Shaw, Shackleton, “Carnivory in the Teasel Dipsacus fullonum — The Effect of Experimental Feeding on Growth and Seed Set“, doi:10.1371/journal.pone.0017935 (freely available at https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3060873/)
[Wood] Matthew Wood, “The Earthwise Herbal – A Complete Guide to Old World Medicinal Plants“, North Atlantic Books (2008)

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2 risposte a “Il guaritore dimenticato: il cardo dei lanaioli”

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