Urtica L. – Monografia

Urtica membranacea Poir. in fiore

Ordine: Rosales (APG), Urticales (Cronquist)
Famiglia: Urticaceae Juss.

Funzionalità primaria: Marte
Funzionalità secondaria: Venere
Natura: Secca e ambivalente rispetto a calore/freddezza, con leggera prevalenza del calore (parti aeree)

Calda e secca nel secondo grado (semi)
Sapore:   Dolce e salino; pungente, amaro e leggermente astringente
Tropismo:   Principalmente: reni e surreni, milza; secondariamente: fegato, stomaco, pancreas, sangue, epiteli, prostata e utero
Azioni umorali [1]: Regola la Flemma e la Bile Gialla; regola la Melancolia e il Sangue; tonifica la funzionalità dei Reni.
Stati tissutali Deficit o eccesso di Flemma, Bile Gialla, Sangue e/o Melancolia; deficit di funzionalità dei Reni
Azioni cliniche: Tonico nutritivo/ricostituente, alterativo, troforestorativo renale, diuretico, emostatico, emotonico, galattagogo, emmenagogo, stimolante del metabolismo, analgesico, vulnerario
Parti usate: Parti aeree non fiorite, parti aeree fiorite, semi, radici

Descrizione

Con il nome di ortica ci si riferisce, in genere, alle piante del genere Urtica L. Per lo più urticanti a causa di peli silicizzati che ne ricoprono la superficie, le ortiche sono piante generalmente commestibili e dotate di importanti proprietà curative.

Ne esistono diverse specie, la maggior parte delle quali è utilizzabile in maniera per lo più interscambiabile, sia in cucina sia in erboristeria. In Italia, le più comuni sono: U. dioica (dioica), U. urens, U. pilulifera e  U. membranacea  (generalmente monoiche). Alcune specie (come l’Urtica ferox della Nuova Zelanda) sono particolarmente pericolose perché possono provocare reazioni cutanee particolarmente intense che durano diversi giorni e perché, qualora le zone della pelle venute in contatto con la pianta siano particolarmente estese, possono produrre sintomi importanti a carico del sistema nervoso centrale. Tra le specie italiane, tutte urticanti ma innocue, quella più “pungente” sembra essere l’ortica romana (U. pilulifera), commestibile al pari delle altre specie e, secondo alcuni autori, la più efficace in terapia [Gerard].

Le ortiche sono piante caratterizzate da fioritura insignificante (i fiori sono molto piccoli e assai poco appariscenti) e da impollinazione anemofila (vengono impollinate dal vento). Pur offrendo rifugio a numerosissime specie di insetti (sono urticanti solo per gli animali superiori, che pertanto tendono ad evitare il contatto con le piante) e costituendo per diversi di essi un’importante fonte alimentare, non sono tuttavia impollinate dagli insetti.

Sono piante che in genere preferiscono i suoli umidi oppure gli incolti e i bordi delle strade, a patto che il terreno sia ricco e sufficientemente umido, e rifuggono i terreni acidi. Sono specie che prediligono una buona concentrazione di nitrati e di fosfati e pertanto tendono a crescere nelle vicinanze delle abitazioni e delle zone dove sono presenti animali, soprattutto laddove ci siano sversamenti di deiezioni liquide e/o solide (particolarmente ricche in azoto).

Le ortiche contengono una buona quantità di clorofilla, di sali minerali (soprattutto Ca, K, Si, Mg, Fe, P) e di proteine che derivano dall’organicazione dell’abbondante azoto presente nel terreno.

Osservandone le caratteristiche e il “comportamento” nel loro ambiente naturale, si ha come l’impressione che l’attività di queste piante sia fortemente protesa, da una parte, verso l’assorbimento (polo ipogeo) e l’organicazione (polo epigeo) delle sostanze azotate provenienti dagli scarti del catabolismo proteico degli animali superiori e, dall’altra parte (polo esclusivamente epigeo), verso la formazione di foglie e fusti ricchi in clorofilla. In quest’attività metabolica così fortemente caratterizzata, è come se l’aspetto della fioritura rimanesse in secondo piano sia dal punto di vista strutturale (fiori insignificanti) sia funzionale (l’impollinazione è affidata al vento e così non è necessario che la pianta impieghi risorse per le attività deputate all’attrazione degli insetti pronubi – produzione di olii essenziali, molecole colorate, ecc.).

Ritornando alla clorofilla (in realtà bisognerebbe parlare più correttamente di clorofille, perché ne esistono diverse forme, tutte molto simili tra loro dal punto di vista strutturale), è interessante notare come essa sia strettamente somigliante, dal punto di vista chimico, all’eme presente nel sangue degli animali superiori, essendo entrambe macromolecole cicliche formalmente derivate da un anello tetra-pirrolico, che contengono, all’interno del ciclo, uno ione metallico (Mg per la clorofilla e Fe per l’eme).

È possibile intravedere una somiglianza tra le due molecole anche dal punto di vista funzionale. Innanzitutto, la clorofilla è un pigmento che ha la capacità di “captare” la luce solare affinché possa essere usata dalla pianta, nel processo noto come fotosintesi clorofilliana, come fonte di energia per la produzione di quella molecola “calorica” che è il glucosio. Formalmente, la clorofilla permette alle piante di produrre glucosio e ossigeno a partire da anidride carbonica e acqua:

6CO2 + 6H2O -> C6H12O6 + 6O2

(fotosintesi clorofilliana)

D’altro canto, l’eme è un pigmento (e infatti conferisce al sangue il colore rosso caratteristico) sensibile alla luce che ha la funzione di trasportare ossigeno alle cellule animali perché possa essere realizzata la funzione esattamente inversa, ossia la trasformazione (“combustione”) del glucosio in anidride carbonica e acqua ad opera dell’ossigeno:

C6H12O6 + 6O2 -> 6CO2 + 6H2O

(combustione del glucosio).

Se la reazione della fotosintesi clorofilliana avviene grazie all’energia “presa” dal sole, la reazione di combustione del glucosio produce energia che l’organismo animale (o umano) utilizza per le sue funzioni. Così possiamo dire che le due reazioni insieme hanno la funzione complessiva di trasferire l’energia presa dal sole agli organismi animali: sono due reazioni opposte nella direzione[2], ma complementari nell’azione complessiva.

Una pianta così ricca di sostanze preziose per gli animali superiori non può che essere particolarmente appetita da essi. Per tale motivo, nel corso dell’evoluzione ha dovuto escogitare un sistema per “difendersi” affinché non venisse sistematicamente divorata. L’effetto urticante (appunto) è dovuto alla presenza, sulle superfici delle foglie e dei fusti, di peli (tricomi) unicellulari rigidi silicizzati e cavi, che spezzandosi iniettano un liquido ricco di sostanze irritanti (tra cui istamina, serotonina, acetilcolina, acidi organici). I tricomi delle piante di ortica hanno una caratteristica forma ad ampolla allungata sormontata e chiusa da un bulbo (Fig. 1-A). Tutto il tricoma è calcificato e silicizzato. Il contenuto di silice è massimo in corrispondenza dell’apice e delle porzioni ad esso adiacenti e decresce gradualmente verso la base del tricoma. La calcificazione comincia in concomitanza con la diminuzione di silice e alla fine il calcio rimpiazza pressoché completamente il silicio nelle vicinanze della base [Thurston].

Più in dettaglio, le particelle di silice sono concentrate in massima parte all’apice, in corrispondenza del bulbo, dove formano una struttura continua (Fig. 1-C zona I). Subito al di sotto del bulbo, c’è una zona di transizione (Fig. 1-C zona II) pressoché priva di silice e, inferiormente a questa, c’è il corpo del tricoma (Fig. 1-C zona III), nelle cui pareti sono presenti solo particelle secondarie di silice [Fu].

Pertanto, la zona più dura (a causa del contenuto di silice) risulta essere quella del bulbo (zona I), seguita dal corpo del tricoma (zona III), mentre la zona intermedia (zona II) è decisamente più fragile e pertanto può rompersi facilmente. Quando il tricoma viene urtato, ad esempio, da un animale, esso si spezza esattamente in corrispondenza della zona II (v. Fig. 1-B), trasformandosi in una sorta di minuscolo ago ipodermico. La frattura del tricoma causa anche il rilascio verso l’esterno del suo contenuto citoplasmatico che viene in tal modo praticamente “iniettato” nell’epidermide dello sventurato animale.

Fig. 1 – Tricomi di Urtica spp. (tratto da [Fu])

È interessante notare come questa compresenza di calcio e silicio a concentrazioni inversamente proporzionali si ritrovi spesso nei sistemi viventi. Anche nelle ossa, ad esempio, il silicio, fondamentale per la calcificazione del tessuto, si ritrova prevalentemente legato alla matrice ossea di nuova formazione: man mano che il calcio si lega alla matrice, il silicio tende a diminuire la sua concentrazione, tanto che nel tessuto osseo completamente calcificato la concentrazione di silicio è minima.

L’ortica fornisce una fibra tessile simile al lino, molto resistente. Le foglie e il fusto possono essere usate per tingere i tessuti di verde e le radici per tingerli di giallo. Il succo e il decotto della pianta possono essere usati per cagliare il latte.

Segnatura

L’ortica è considerata, per tradizione, una pianta governata primariamente da Marte, a causa sia della sua “pungenza” sia della sua attività: acuta, violenta, rubefacente, infiammante, intensa, purificante e agente sulla formazione del sangue (v. anche [Angelini, Junius, Culpeper]).

La segnatura secondaria dell’ortica è Venusina, in virtù sia della sua azione peculiare sui reni e sulle surreni sia della sua capacità di depurare l’organismo e di trattare reumatismi e gotta (grazie alla compartecipazione della signoria di Saturno in Bilancia; v. anche [Angelini]).

Parti usate e raccolta

Delle diverse specie di ortica si usa tutta la pianta: foglie e parti apicali raccolte prima della fioritura, parte aerea fiorita (usata per lo più in omeopatia), semi (per lo più raccolti immaturi) e radici.

Le foglie e le parti apicali (getti giovani) vanno raccolte subito prima della fioritura. Gli steli possono essere tagliati al livello del terreno, raccolti in fasci sottili (massimo una decina di steli per fascio) e messi ad essiccare a testa in giù, all’ombra, in un locale ventilato e asciutto o in un essiccatore a bassa temperatura. Una volta secche, le foglie e le cime vengono separate dai fusti che, essendo fibrosi, vengono scartati.

In alternativa, le foglie e le cime fresche (raccolte senza i fusti fibrosi) possono essere utilizzate per produrre estratti liquidi (tintura idroalcolica, acetolito, …).

Le parti aeree fiorite vanno raccolte, ovviamente, alla fioritura e prima che i fiori appassiscano o si formino i semi. Sono usate per lo più per prepararne la tintura idroalcolica.

I semi vanno raccolti preferibilmente quando sono immaturi ma “pieni”: gli steli fiorali che portano i fiori femminili prima e i semi poi, pur essendo penduli, tendono alquanto a dirigersi verso l’alto quando le piante sono in fioritura, ma tendono a piegarsi decisamente all’ingiù per il peso dei semi quando questi sono “pieni”: è questo il momento migliore per la raccolta. Si possono asportare solo i semi, gli steli fiorali interi o tutta la parte apicale della pianta che porta gli steli fiorali, asportando i semi in un secondo momento. I semi così raccolti possono essere essiccati o usati per la preparazione di una tintura.

Le radici vanno raccolte in autunno.

Le parti aeree delle ortiche ospitano sempre una gran quantità di insetti, per cui è importante che questi vengano fatti allontanare prima dell’essiccazione o della estrazione, disponendo le parti raccolte su una superficie piana (tavolo, pavimento, ecc.): normalmente gli insetti tendono ad andar via da soli in breve tempo.

Per la preparazione delle tinture, il rapporto droga:solvente e il titolo alcolico variano molto a seconda delle tradizioni. Le tinture possono essere preparate a partire sia da materiale recentemente essiccato sia da droga fresca: ovviamente, in quest’ultimo caso la tintura risulterà ben più ricca ed efficace.

La tintura madre è preparata a partire da pianta fresca, con titolo alcolico pari al 45%.

Nella tradizione americana, si tende ad usare un rapporto droga:solvente (peso di droga espresso in once e volume di solvente espresso in once fluide, che grosso modo corrisponde a peso di droga espresso in grammi e volume di solvente espresso in millilitri) che va da 1:2 a 1:5 per le foglie (sia fresche che secche) e un titolo alcolico nel range 50-90%; per la radice e i semi, si tende ad usare un rapporto droga:solvente pari a 1:3-1:5 con titolo alcolico pari al 25-30%.

Sapori e natura

L’ortica ha un sapore primariamente dolce e “salino” (è un tipo di sapore salino che Matthew Wood definisce “earthen”, terroso [Wood]) e secondariamente pungente, amaro e leggermente astringente. Il sapore pungente è più evidente nella pianta fresca (prima di assaggiarla, è importante lasciarla appassire bene o schiacciarla in modo che i peli urticanti si ammorbidiscano e non pungano più), i sapori dolce e amaro si avvertono di più in tintura.

Nella tradizione americana, l’ortica è definita rinfrescante ed essiccante (v., ad esempio, [HerbRem]). Gli autori antichi (fino a Mattioli, Durante e Gerard) considerano, invece, l’ortica una pianta leggermente calda (non raggiunge il primo grado [Gerard]) e secca. Castore Durante probabilmente ne descrive la temperatura (o natura) nel migliore dei modi:

Non scalda valorosamente: ma è composta di molto sottili parti, & quantunque sia di fuore calda, & pungente, la virtù sua adustiva sta nella superficie delle frondi, ma dentro sta nascosta la virtù refrigerativa.” [Durante]

Questo significa che la pianta associa un certo grado di calore, legato per lo più alla capacità delle superfici verdi di pungere ed infiammare e che comunque si riflette nel sapore complessivo e nelle capacità stimolanti della pianta, ad un’azione decisamente più rinfrescante. Il fatto di possedere proprietà “contrarie” è molto interessante perché conferisce all’ortica la capacità di agire in maniera bivalente: è infatti contemporaneamente stimolante e rinfrescante, il che la rende adatta sia alle condizioni “calde” (es., infiammazioni e febbri) sia alle condizioni caratterizzate da mancanza di “calore” e in nessuna delle due classi di condizioni risulta eccessiva, in quanto ciascuna delle sue qualità è temperata dalla presenza contemporanea dell’altra. Diremo che l’ortica è ambivalente rispetto al grado di calore, con una leggera prevalenza del calore. Durante la fioritura l’ortica è più pungente, per cui se si preferisce un grado di calore un po’ più intenso la si può raccogliere quando è fiorita.

Anche il seme è dolce, salino e leggermente pungente (più della parte aerea); è caldo e secco nel secondo grado. Secondo la Medicina Cinese, il seme di ortica entra nei meridiani di Reni e Fegato e ha la funzione di tonificare il Qi, di beneficare il Rene e di generare essenza. I semi di ortica sono indicati in caso di Vuoto del Qi di Rene e di depauperamento dell’essenza che si manifestano con letargia, affaticamento, perdita di appetito, perdita di peso, pensiero confuso, scarsa libido, ecc. La combinazione dei sapori dolce e leggermente amaro è tipica delle droghe tonificanti come il ginseng: la dolcezza nutre mentre il sapore leggermente amaro drena gentilmente e consente di prevenire eventuali stagnazioni provocate dall’azione tonificante del dolce. È una droga indicata nei casi in cui il Qi di Rene è troppo debole per “afferrare” il respiro (o il Qi di Polmone) e attirarlo verso l’interno e verso il basso, motivo per cui è necessario sedersi con la schiena diritta per riuscire a respirare. [Garran]

Azioni

Azioni umorali

Dalle caratteristiche di sapore e natura (o temperatura) si possono desumere le azioni “principali” della pianta:

  • L’ortica è dolce e pertanto ha una funzione supplementante (nutritiva), umettante, emolliente e armonizzante e può alleviare spasmi, dolori e convulsioni. Essendo umettante e nutriente, il sapore dolce supplementa la Flemma, fornendo l’umidità e il nutrimento corretti ai tessuti, motivo per cui è adatto alle condizioni di secchezza e iponutrizione (o atrofia) tissutale[3]. L’ortica è, quindi, un tonico della Flemma (o tonico nutritivo).
  • L’ortica ha sapore salino: questo sapore ammorbidisce i tessuti e la Flemma ispessita e libera l’intestino. In piccole quantità il sapore salato umidifica i tessuti e l’organismo, mentre in quantità maggiori favorisce l’evacuazione e di conseguenza dissecca. La leggera salinità dell’ortica contribuisce alla sua capacità di umidificare i tessuti e, quindi, di tonificare la Flemma corretta, mentre contemporaneamente la rende capace di ammorbidire la Flemma perversa (accumulata o ispessita), rendendone più agevole l’eliminazione. L’ortica agisce, infatti, sia sulle mucosità appiccicose (ad esempio, catarro bronchiale) sia su quelle ancora più “indurite” a causa di una certa quantità di componente melancolica (calcoli, polipi, cisti, ecc.)[4]. L’ortica, quindi, prepara la Flemma perversa per l’eliminazione.
  • In virtù del fatto che contiene quantità abbastanza importanti di Silicio[5], Ferro e sali di Calcio e Magnesio[6] che hanno la capacità di nutrire la Melancolia corretta, l’ortica è un tonico della Melancolia. Ha un’azione diretta sulla Milza, la “grande Pietra”, l’organo che, secondo la medicina ippocratico-galenica, gestisce l’umor melancolico (v. [Culpeper, Durante, Fuller, Mattioli], ma anche [Boericke, Clarke] per urens in omeopatia).
  • Il sapore leggermente amaro dell’ortica stimola la secrezione (e quindi la escrezione) di fluidi e tende ad essere astersivo (pulisce asciugando) e ad “alterare” (nel senso di un miglioramento) il metabolismo appesantito da scorie specialmente flemmatiche e flemmatico-biliose, inducendo l’eliminazione di queste ultime e ripristinando il corretto funzionamento dell’organismo. Piante con tali proprietà vengono chiamate alterative. In realtà, come vedremo più avanti, l’azione alterativa dell’ortica è dovuta anche alla sua capacità di tonificare gli organi emuntori (in primis reni e fegato). Il suo grado di amaro drena in maniera gentile e consente di prevenire eventuali stagnazioni dovute all’azione tonificante del sapore dolce; inoltre, l’amaro contribuisce ulteriormente alla leggera azione evacuante già esercitata dalla salinità.
  • È leggermente astringente e questo le conferisce la proprietà di contrarre i tessuti e inibire la perdita di liquidi, di ridurre la traspirazione, i rilassamenti e le ptosi. Per tale motivo, l’ortica è indicata in caso di emorragie, leucorrea, diarrea (anche mucosa), traspirazione eccessiva e qualora si abbia necessità di tonificare l’intestino, l’utero, le pareti dei vasi sanguigni. Tutto questo la rende utile, ad esempio, in caso di leaky gut syndrome, sanguinamento e/o prolasso uterino, nel post-partum, in caso di problemi pressori (modula il tono delle pareti dei vasi sanguigni), di emorragie anche interne. È importante considerare che, essendo astringente, tende ad avere un’azione essiccante sulla superficie del corpo (pelle, mucose), mentre aumenta l’umidità “interna” dell’organismo: da una parte, col il suo essere dolce e leggermente salina, aumenta la Flemma corretta e dall’altra, con la sua astringenza, ne impedisce la dispersione.
  • La leggera pungenza dell’ortica la rende stimolante, diffusiva e diaforetica, capace di riattivare le funzioni metaboliche “raffreddate” e rallentate (specialmente a livello di reni, fegato, stomaco e pancreas), muovere e regolare energia e materia (in particolar modo i liquidi organici, qui compresi la linfa e il sangue), risolvere le infezioni, le putrefazioni, le sindromi causate da fattori esterni (febbri, catarri, ecc.) e le stasi di Sangue (compresi gli ematomi). La capacità diaforetica si manifesta particolarmente quando viene assunta con un liquido bollente (es., in tisana). In particolare, quando è fresca la sua azione più decisamente pungente le conferisce un’azione rubefacente, ossia la rende capace di irritare i tessuti con i quali viene a contatto, aumentando la circolazione superficiale e il ricambio tissutale locale: questa proprietà fa sì che venga tradizionalmente usata nelle urticazioni, che consistono nel colpire la pelle con fronde fresche di ortica al fine di mitigare i dolori reumatici e “risvegliare” parti intorpidite o paralizzate. È da notare che anche la tintura di ortica possiede la stessa capacità stimolante senza tuttavia essere irritante come la pianta fresca. È, quindi, una pianta con una certa azione supplementante sugli aspetti “calorici” dell’organismo (tonico della Bile Gialla)[7]. Inoltre, la pungenza consente all’ortica di mettere in movimento la Flemma “già” preparata per l’eliminazione e di espellerla dai tessuti attraverso il sistema linfatico.
  • L’ortica è anche un emotonico (o tonico del Sangue), in quanto ne nutre l’aspetto melancolico, ne regola quello liquido-flemmatico e quello calorico-bilioso, ne sostiene il movimento (perché pungente) e lo mantiene nei vasi (pertanto secondo la Medicina Tradizionale Cinese, o MTC, entra nei meridiani di Reni e Fegato). Secondo alcuni autori (ad esempio, [Tierra]), l’ortica non può essere considerata un tonico del Sangue anche nel senso della MTC, perché è troppo “eliminativa” (diuretica e alterativa) per poter assolvere appieno tale funzione.

Il seme possiede sapori e qualità analoghe a quelle delle parti aeree della pianta, ma è più dolce e decisamente più pungente (anche se il calore non raggiunge un grado elevato); pertanto la sua azione è più nutriente, tonica e diffusiva rispetto alle parti aeree (v. anche [Garran]).

Una caratteristica importante dell’ortica è la compresenza di azioni e qualità opposte:

  • ha natura contemporaneamente leggermente calda e rinfrescante; infatti, ad esempio, è stimolante ma allo stesso tempo elimina i residui flemmatico-biliosi (ha una azione ambivalente sulla Bile Gialla);
  • è nutritiva e contemporaneamente “eliminativa” (alterativa);
  • è diaforetica (aumenta la sudorazione) e astringente (limita la perdita di liquidi);
  • tonifica la Melancolia e la Flemma corrette ma allo stesso tempo aiuta a ridurre quelle perverse, dato che, come abbiamo visto, tratta la Flemma accumulata o ispessita e gli indurimenti (calcoli, polipi, cisti, ma anche ematomi): diremo pertanto che è un regolatore della Melancolia e della Flemma.

Le piante che hanno la capacità di esercitare effetti “contrastanti” (si parla più correttamente di azioni bivalenti o ambivalenti) sono particolarmente importanti in terapia, perché, in primo luogo, possono essere applicate in contesti molteplici e, in secondo luogo, perché, anziché indurre o limitare determinate funzioni corporee, hanno piuttosto la capacità di regolarle in maniera “fine” a seconda della necessità: laddove una funzione è iperattiva la riducono e laddove è ridotta la stimolano.

Possiamo riassumere le azioni principali dell’ortica come segue:

  • è un regolatore della Flemma che agisce pertanto contemporaneamente come tonico nutritivo e alterativo, promuovendo l’eliminazione delle tossine e degli accumuli (“stasi”) flemmatici e flemmatico-biliosi, anche laddove ci sia una componente melancolica che li “indurisce”;
  • è un regolatore della Melancolia (che agisce anche a livello del Sangue);
  • è uno stimolante delle funzioni metaboliche in generale.

A quanto detto finora, dobbiamo aggiungere che l’ortica è anche un troforestorativo[8] renale (v. oltre, paragrafo “Reni, surreni e apparato urinario“).

Azioni cliniche

Le azioni cliniche dell’ortica “derivano” dalle azioni umorali. La pianta risulta essere un tonico nutritivo, un troforestorativo renale, una droga ricostituente, alterativa, diuretica, emostatica, emotonica, galattagoga, emmenagoga, stimolante del metabolismo, analgesica, vulneraria, antiallergica.

Tropismo

Pur avendo un’azione importante su tutto l’organismo, l’ortica possiede un’affinità particolare per alcuni specifici organi, tessuti e apparati, tra cui: reni e surreni, milza, fegato, stomaco, pancreas, sangue, epiteli (pelle, mucose, pareti dei vasi sanguigni), prostata e utero.

Indicazioni

L’ortica è un’erba che, come abbiamo visto, è caratterizzata dalla ambivalenza: da una parte tratta condizioni di deficit e dall’altra tratta condizioni di eccesso. Questa sua caratteristica si manifesta chiaramente anche nelle sue indicazioni.

L’essere un tonico nutritivo e tonico della Melancolia, insieme all’interessante profilo nutrizionale, rendono l’ortica particolarmente indicata per le condizioni di deficit: persone malnutrite, magre, deboli, pallide, emaciate e che mancano di vitalità. Rafforza il tessuto connettivo, assiste nel metabolismo proteico, tratta l’anemia sideropenica e la carenza delle componenti corpuscolate del sangue, stimola la produzione di latte.

D’altra parte, le sue caratteristiche la rendono adatta a trattare le condizioni di eccesso, in particolare di Flemma e di Flemma-Bile (le prime corrispondenti ai pattern di Umidità o Flegma e i secondi a quelli di Calore/Umidità secondo la MTC). In tali condizioni, i tessuti sono rigonfi di liquidi più o meno “ispessiti” e può essere presente anche una concomitante infiammazione: in tali casi, l’ortica drena i liquidi in eccesso mentre disinfiamma i tessuti. L’ortica può quindi essere usata per trattare la cosiddetta “sindrome del sangue cattivo” (in inglese “bad blood syndrome”) e i sintomi che la caratterizzano: problemi cronici della pelle, infezioni di basso grado (croniche ma non particolarmente intense), accumulo di Flemma nei tessuti, difficoltà digestive e “pigrizia” epatica.

Secondo alcuni autori ([EvolHerb, Riley]) ha anche effetto sulle persone irascibili che tendono ad avere scatti d’ira, con occhi rossi, iniettati di sangue, viso rosso, irritabilità generale e frustrazione (sono sintomi che, a seconda delle condizioni, possono corrispondere a diverse sindromi della MTC, dalla stasi di Qi di Fegato al “divampare in alto del Fuoco di Fegato”).

L’ambivalenza si ritrova anche nei sintomi mentali omeopatici: persone calme, rilassate, tranquille, euforiche, spiritose; oppure distaccate, separate, antipatiche, irritabili al lavoro e paurose, con sogni di panico rispetto alla sopravvivenza [Riley].

I semi hanno, in particolare, funzione anti-enuretica (trattano la “pipì a letto”) ed espettorante; sono indicati in caso di tosse (Dioscoride li consiglia macerati con il miele nel vino); ripristinano le funzioni renali e sono utilissimi in caso di insufficienza renale cronica. Nell’esperienza dell’erboristeria americana contemporanea, il loro uso ha evitato, in diversi casi, la necessità di ricorrere alla dialisi.  In questo caso, si preferiscono i semi immaturi secchi o in tintura.

Per tutti questi motivi, è una pianta di estrema versatilità, tanto che David Hoffman, noto Medical herbalist originario del Galles, dice: “Quando sei in dubbio, dai ortica”.

Quadri umorali

Data la sua complessità d’azione, l’ortica può essere usata per quadri umorali anche profondamente diversi. In particolare, è indicata nei casi di deficit di Bile Gialla, deficit di Flemma, deficit di Sangue, eccesso di Flemma ed eccesso di Bile Gialla. Nella pratica clinica si possono riscontrare anche casi misti, caratterizzati dalla commistione di due o più dei quadri qui presentati.

Di seguito sono descritte le caratteristiche generali di tali quadri umorali.

Deficit di Bile Gialla

Corrisponde allo stato tissutale Depression [Wood] oppure a diverse forme di deficit di Yang della MTC (ad esempio, nel caso dell’ortica, tipicamente deficit di Yang Qi o deficit di Yang di Rene). Si manifesta in persone deboli, pallide, indolenti e che mancano di vitalità, che manifestano deficit funzionali, quali, ad esempio, digestione difficile ed eliminazione lenta, con pressione bassa ed eventualmente ipotensione ortostatica, impotenza. Si potranno avere, a seconda della gravità della condizione:

  • polso debole, lento, profondo;
  • pelle grigiastra o pallido-grigiastra, fredda, atrofica ed eventualmente impura (acne, foruncoli);
  • lingua tipicamente pallida oppure scura/grigiastra, umida e talvolta gonfia, con induito sottile o spesso, di colore bianco, oppure, nel caso sopraggiungano infezioni secondarie, bianco-giallastro o, nei casi più gravi, giallo/bruno. Talvolta l’induito è rappreso (caseoso).

Deficit di Flemma

Corrisponde allo stato tissutale Atrophy [Wood] e a diverse forme di deficit di Yin secondo la MTC. Persone malnutrite, magre, deboli, emaciate, con mucose secche e pelle secca che si lacera facilmente o che si desquama (problemi dermatologici come acne, eczema e psoriasi sono molto comuni), costipazione e feci secche, eventuale irrequietezza o nervosismo. Si potranno avere:

  • polso stretto, debole, che può tendere a superficializzarsi (a volte “raschia”); talvolta è leggermente teso al polso sinistro del paziente;
  • pelle secca, mancante di grasso, acqua o entrambi; può tendere a desquamarsi;
  • lingua senza induito ed asciutta (sempre), talvolta sottile o lesionata.

Deficit di Sangue

Corrisponde grosso modo al deficit di Sangue secondo la MTC. Come abbiamo visto, l’ortica è un emotonico ma, secondo alcuni autori, non è in grado di trattare completamente, da sola, il deficit di Sangue secondo la MTC perché, essendo “eliminativa” (diuretica ed alterativa), non aumenta la “quantità” di Sangue. L’ortica è specialmente adatta a trattare l’iposideremia e le condizioni in cui sono carenti la frazione proteica o corpuscolata del sangue (globuli rossi, bianchi, piastrine). Queste condizioni si manifestano spesso con stordimento e vertigini, capogiri, palpitazioni anche intense, insonnia, sogni profusi, deficit di memoria, capelli che cadono o che scoloriscono. Si potranno anche avere:

  • polso fine, debole;
  • pelle pallida o giallastra, senza lustro; colorito pallido delle mucose (ad esempio, palmo della mano, padiglione auricolare, congiuntiva palpebrale, mucosa dell’interno delle labbra) e del letto ungueale;
  • lingua pallida; può essere anche tendenzialmente secca.

Eccesso di Flemma

Corrisponde allo stato Torpor/Stagnation [Wood], alla sindrome da “sangue impuro” (in inglese, “bad blood syndrome”) oppure alle condizioni di Umidità Interna o Flegma della MTC. Si manifesta con accumulo o perdita di liquidi più o meno spessi o torbidi; urina torbida; sensazione di pesantezza del corpo oppure di stordimento con ottundimento mentale; muchi pesanti, spessi e adesivi presenti sulle mucose o nelle feci, eccessiva frequenza nell’ingoiare o sputare saliva per lo più spessa; sensazione di intossicazione o sintomi simili a quelli dei postumi della sbornia; bassa immunità; circolazione periferica debole, con lesioni della pelle e difficoltà nella guarigione delle ferite; processi di eliminazione rallentati, con possibile costipazione. Possono essere presenti eczemi umidi, dolori artritici o reumatici, aterosclerosi, allergie. Si può manifestare inoltre con:

  • polso scivoloso o a corda;
  • pelle giallastra o bianchiccia, spenta, impura o viscosa, grassa, eventualmente con eccessiva sudorazione e/o acne;
  • lingua pallida con corpo largo, solitamente flaccida, apatica o atonica, con induito vischioso o scivoloso di colore bianco (anche giallastro chiaro se c’è concomitante calore), più o meno spesso, “lingua impastata”.

Eccesso di Bile Gialla

Corrisponde ad una condizione di eccesso di calore ed iper-reattività, tipica, ad esempio, dello stato Excitation [Wood]. Può corrispondere anche a condizioni di Calore da eccesso secondo la MTC (ad esempio, Calore Pieno, Calore da eccesso nel Fegato che può produrre risalita del Fuoco di Fegato, ma anche Calore come componente di quadri misti come Umidità/Calore o Calore Tossico). Iperstimolazione, iperattività dell’organismo, che risulta in calore, rossore, talvolta dolore; aumento di temperatura, febbre; eccitazione nervosa, irrequietezza; sensibilità alla stimolazione; occhi arrossati; colore rosso-rosato dei tessuti. Oppure, persone antipatiche, distaccate, irascibili con tendenza ad avere scoppi di ira, irritabilità generale, viso rosso, frustrazione e rabbia; gli occhi possono essere rossi, iniettati di sangue. Si può manifestare, a seconda della specifica condizione, anche con:

  • polso rapido; può anche essere debordante oppure pieno ed eventualmente a corda;
  • lingua rossa; può essere più rossa ai lati se c’è interessamento del Fegato; l’induito è tanto più giallo e secco quanto maggiore è il Calore.

Nel caso di condizioni di particolare iper-reattività, per evitare una sovrastimolazione, è consigliabile usare bassi dosaggi di ortica, ad esempio 1-5 gocce di tintura idroalcolica delle parti aeree, fino a 3 volte al giorno, ed eventualmente aumentare gradualmente, se necessario.

Anche le scottature e le allergie stagionali possono essere incluse (anche se queste ultime non esattamente a pieno titolo) in questo quadro umorale. In particolare l’ortica ha una specifica indicazione per le allergie caratterizzate da naso e occhi arrossati e abbondante perdita di fluidi “sottili” (lacrimazione e naso che gocciola muco fluido e trasparente).

Indicazioni specifiche

Mind

  • Ottundimento mentale, mancanza di concentrazione e acuità mentale [Wood]
  • Vuoti di memoria [Wood]
  • Sguardo assente, senza lustro, palpebre cadenti [Wood]
  • Stanchezza, difficoltà ad alzarsi dalla sedia e ad iniziare un lavoro; si alza sospirando o borbottando, ma una volta attivato persevera nel lavoro; inizia la giornata con lentezza, ma tende a lavorare fino a tardi [Wood]
  • Sbadigli, sospiri, sonnolenza [Wood]
  • Dicotomia mentale: calmo, rilassato, tranquillo, euforico, spiritoso; oppure distaccato, separato, antipatico, irritabile, pauroso, con sogni di panico rispetto alla sopravvivenza [Riley].

Apparato cardiovascolare e sangue

L’ortica (parte aerea) ha un’azione peculiare sul sangue, in quanto può contribuire in maniera significativa al ripristino del livello del ferro ematico e della concentrazione di globuli rossi, neutrofili, linfociti [De Vico, Juma, Saeidi].  Negli animali aumenta la concentrazione delle proteine totali e dell’albumina [De Vico, Saeidi]. Ha un’azione ambivalente sulla pressione, in quanto è capace di trattare sia la pressione bassa sia quella alta. Riduce l’iper-aggregabilità piastrinica [ElHaouari, Mekhfi].

  • Anemia sideropenica, bassa conta dei globuli rossi
  • Pressione bassa; ipotensione ortostatica [Wood]
  • Pressione alta
  • Proteine ematiche totali basse, ipoalbuminemia
  • Antiemorragico

Apparato respiratorio

  • Muchi, bronchite, asma; specialmente con pelle pallida e grigiastra (parti aeree, succo delle parti aeree, radici) [Durante, Gerard, Giannelli, Mattioli, Wood]
  • Pleurite [Gerard]
  • Tosse, pertosse [Durante, Gerard, Giannelli]
  • Polipi nasali (foglie o semi triti e posti nel naso) [Culpeper]
  • Infiammazioni della gola; rilassamento dell’ugola (gargarismi) [Culpeper, Gerard, Mattioli]

Apparato digerente e metabolismo

L’ortica (parte aerea) ha azione tonica e blandamente lassativa sull’intestino; tratta le infiammazioni intestinali, rimuovendone gli stimoli irritativi [Iozzi]. L’ortica stimola le secrezioni biliare, pancreatica ed enterica, migliorando la digestione (l’azione è anche dovuta alla presenza di piccole quantità di secretina). È un leggero lassativo stimolante.

  • Diarrea, dissenteria, anche croniche; con presenza di muco nelle feci [Wood]
  • Infiammazioni intestinali, aerocolia [Giannelli, Mattioli, Iozzi]
  • Diabete [Grieve, HerbRem]
  • Gotta; con dolori al deltoide destro [Clarke, Culpeper, Driope, Grieve, HerbRem, Reckeweg, Schwabe, Vermeulen]

Reni, surreni e apparato urinario

Su questo apparato, l’ortica ha un’azione importante e di ampio spettro, in quanto ha la capacità di stimolare la diuresi (è un diuretico natriuretico, azoturico e uricolitico dall’azione delicata e moderata), di eliminare i calcoli urinari (quale che sia la loro localizzazione), di trattare le infezioni (soprattutto quelle più di lunga durata) e di tonificare i tessuti. Ha un’azione specifica come troforestorativo renale, risultando indicata in caso di insufficienza renale, dialisi e in qualunque caso di danno renale (sia strutturale sia funzionale) e di deficit e “affaticamento” delle surreni. L’azione troforestorativa è esercitata da tutta la pianta, ma in misura decisamente maggiore dai semi immaturi. Questi ultimi, soprattutto se usati freschi, hanno la capacità di indurre una certa attivazione del sistema nervoso, tanto che è riportato il caso (aneddotico) di un uomo che non ha dormito per tre giorni di seguito dopo aver ingerito un cucchiaio di semi [EvolHerb]. È importante tener presente che la risposta all’ingestione dei semi (freschi, secchi o in tintura) è assolutamente personale: alcuni possono trovare i semi fortemente attivanti e devono assumerne dosi molto basse, altri possono essere meno sensibili e necessitare di dosi decisamente maggiori.

  • Insufficienza renale, dialisi (semi) [Wood]
  • Edemi [Wood]
  • Calcoli urinari; con coliche. Renella. [Giannelli, Wood]
  • Infiammazione cronica o ricorrente della vescica e del tratto urinario; con abbondante produzione di muco [HerbRem, Wood]
  • Enuresi

Fegato

Tutta la pianta (parte aerea e semi) ha un’azione stimolante l’attività disintossicante del fegato. Alcuni suoi estratti hanno la capacità di modulare l’espressione genica degli enzimi disintossicanti epatici. In particolare, per i semi dell’Urtica urens è stata sperimentalmente dimostrata un’azione di induzione di alcune isoforme del citocromo P450 [Hizlan]: di questo si deve tener conto nel caso di somministrazione concomitante di farmaci e di estratti secchi di semi di ortica per periodi di tempo prolungati. Supporta il metabolismo proteico epatico. Negli animali sostiene la biosintesi di albumina. [De Vico, Saeidi].

  • Itterizia (radice o decotto concentrato) [Hill, Quattrocchi, Wesley]
  • Drenaggio epatico
  • Scarsa produzione epatica di proteine

Apparato genitale

L’ortica (parti aeree) tonifica l’utero e lo stimola, è emmenagoga e contrasta le perdite eccessive. È utile nel post-partum, in caso di atonia/prolasso uterino e dismenorrea/amenorrea. Tratta le infiammazioni degli annessi uterini [Iozzi]. La radice di ortica tratta l’ipertrofia prostatica benigna. I semi sono afrodisiaci.

  • Afrodisiaco (semi bevuti con vino passito o mosto) [Durante, Gerard, Mattioli]
  • Apparato genitale maschile:
    • Impotenza, difficoltà a produrre o mantenere l’erezione; in associazione a pressione bassa [Wood]
    • Ipertrofia prostatica benigna (radice)
  • Apparato genitale femminile:
    • Ipermenorrea; con anemia causata da perdita di sangue [Wood]
    • Cessazione prematura delle mestruazioni [Wood]
    • Mestruazioni scarse; amenorrea, dismenorrea (specialmente se assunta con mirra); “isteria” [Culpeper, Durante, Mattioli]
    • Anemia e pressione bassa durante la gravidanza [Wood]
    • Secrezione lattea insufficiente o assente [Wood]
    • Prolasso dell’utero; “apre la bocca della matrice” [Mattioli]

Tessuto connettivo e matrice extracellulare

L’ortica (parte aerea) ha la capacità di drenare dal tessuto connettivo le tossine flemmatico-biliose e melancoliche (anche grazie alla presenza di sali e Silicio) e, in particolar modo, i residui del catabolismo proteico (prevalentemente urati, v. anche [Fuller]) e di ottimizzare la sintesi delle proteine con il risultato di “ripulire” e tonificare il connettivo e la matrice extracellulare. In caso di ferite, favorisce la formazione di collagene e stimola la produzione di capillari, ma minimizza la formazione di tessuto fibroso. Contrasta l’osteoporosi e la degradazione proteica delle cartilagini in caso di artrite reumatoide. Inibisce (in vitro) alcuni enzimi proteolitici della matrice extracellulare (elastasi, collagenasi) [Bourgeois].  

Pelle

L’ortica (parti aeree) contrasta i disturbi della pelle che si manifestano con chiazze rosse rialzate (pomfi) che causano bruciore e/o prurito (orticaria, punture di insetti, herpes labiale, ecc.). È un buon vulnerario, favorendo la corretta cicatrizzazione delle ferite.

  • Herpes labiale
  • Eruzioni cutanee, orticaria, punture di insetti; rialzate, con rossore e bruciore o prurito; con tendenza a grattarsi in maniera voluttuosa; in caso di punture di insetti, la reazione cutanea è molto più estesa della zona della puntura (tintura per uso interno oppure oleolito o tintura diluita per uso esterno).
  • Ustioni; con sovraccarico renale da eccesso di proteine (tintura, per uso interno e diluita con acqua per uso esterno, su bende) [Fuller, Wood]

Apparato muscolo-scheletrico

  • Atrofia e paralisi dei muscoli, volontari o involontari; anche quando sequela di anestesia (tintura, urticazione) [Wood]
  • Artrosi, artrite reumatoide
  • Reumatismi [Driope]
  • Osteoporosi; eventualmente con calcoli urinari
  • Sciatica [Culpeper]

Altro

  • Ipotiroidismo
  • Uricemia, bilirubinemia
  • Febbri, febbri intermittenti, malaria [Fuller, Grieve]
  • Allergie, febbre da fieno (specialmente polvere freeze-dried oppure tintura) [HerbRem]
  • Vulnerario: ferite, ulcere, cancrene, fistole, ascessi; che guariscono difficilmente o con pus che fuoriesce [Culpeper, Durante, Mattioli]
  • Piccoli tumori (escrescenze), parotite [Durante, Mattioli]

Differenze tra le varie specie di ortica

Le diverse specie di ortica hanno grosso modo gli stessi effetti, per cui possono essere usate in maniera pressoché interscambiabile. Tuttavia, esistono delle sottili differenze di azione.

Ad esempio, secondo Dewitte e Leunis, l’Urtica dioica e l’Urtica urens hanno più o meno le stesse proprietà, anche se la prima, con un profilo iper-βγ-, iper-γ- e ipo-γ-eu-globulinico, è indicata nelle fasi di fibrosi e disorganizzazione, mentre la seconda, dal profilo meno evoluto, è indicata nelle fasi di reazione, deposizione e fibrosi [DewLeunis].

Secondo John Gerard, tra tutte le specie (europee) di ortica, quella più efficace in terapia è l’ortica romana (Urtica pilulifera L.) [Gerard].

Modalità di somministrazione

L’ortica può essere usata sotto forma di infuso, decotto, macerato, tintura idroalcolica o polvere freeze-dried. Può essere usata come alimento.

Dosi suggerite:

  • Infuso o decotto: 20-30 g (foglie essiccate), 6-9 g (radice essiccata)
  • Semi secchi: da 1 cucchiaino da caffè fino a 2 cucchiai da tavola al giorno; iniziare prima con dosi basse: può risultare parecchio eccitante per alcune persone
  • Tintura idroalcolica di parti aeree, radici, semi: da 1 goccia fino a 2-3 ml, fino a 3 volte al giorno (o anche più nel caso di tintura di parti aeree); per la tintura di semi, è bene prima cominciare con dosaggi bassi.

Controindicazioni ed effetti collaterali

L’ortica in generale è una pianta molto ben tollerata, fatta eccezione per alcuni casi di disturbi gastrici.

In alcune persone, bere un forte infuso di ortica può causare mal di testa. [HerbRem]

Essendo una pianta di natura secca, l’ortica può accentuare una preesistente secchezza sistemica.

Come diuretica può interferire con i farmaci diuretici. Gli estratti secchi dei semi, usati per periodi di tempo sufficientemente prolungati (> 14gg) possono interferire con il livello plasmatico di alcuni farmaci.

 

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Note

[1]Secondo la dottrina umorale, la Flemma è il principio umido e freddo, tipico di ciò che è liquido e nutre; la Bile Gialla è il principio caldo e secco, responsabile delle attività in generale e delle infiammazioni; il Sangue è l’umore caldo e umido; la Melancolia è l’umore freddo e secco, responsabile di tutti gli indurimenti e le “strutturazioni”.

[2] In realtà, potemmo anche dire che la fotosintesi è un processo che “accoglie” la luce solare per produrre sostanze nutritive e in questo senso è un processo governato da Venere, laddove la combustione del glucosio, essendo, appunto, un processo “infiammante” (e per lo più “catalizzato” dal Ferro), è un processo assolutamente Marziale.

[3] Quando i tessuti sono carenti di Flemma corretta appaiono malnutriti, avvizziti e secchi. Nell’umore Flemma sono “contenute” anche le frazioni solubili glucidica, salina, lipidica e proteica dei fluidi corporei.

[4] Tale componente melancolica, dal punto di vista umorale, può derivare dalla combustione della Flemma che, dapprima semplicemente appiccicosa, si trasforma in Flemma più secca e “dura”: è la malankholia balghami (prodotta dalla combustione della Flemma) della medicina Unani-Tibb.

[5] Anche il Silicio, come elemento, ha la capacità di normalizzare la Flemma e favorire l’espulsione delle tossine.

[6] Probabilmente, il sapore salino “terroso” dell’ortica è dovuto proprio alla presenza dei sali di Calcio e Magnesio.

[7] Messa in movimento di materia ed energia, apertura dei pori, risoluzione di putrefazioni ed infezioni, azione stimolante e rubefacente sono tutte attività legate al calore.

[8] Ossia una droga che nutre uno specifico organo o sistema e ne ripristina struttura e funzione. In questo senso, i troforestorativi sono droghe analoghe ai tonici dello Yin e/o del Sangue secondo la MTC.

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