La Teoria Energetica Tradizionale Mediterranea

Perché si possano comprendere le azioni delle piante intese secondo le medicine tradizionali è fondamentale conoscere le filosofie e i modelli che sono sottese da tali tradizioni. La medicina odierna si basa sulle moderne concezioni di anatomia, fisiologia e patologia; tutte le medicine tradizionali, invece, si basano su modelli più o meno divergenti da quelli attuali che hanno un inquadramento solitamente di tipo più analogico ed “energetico” (cioè, funzionale) piuttosto che analitico e fondato sulla biochimica.

Sempre più spesso si sente parlare di Medicina Tradizionale Cinese e di Medicina Ayurvedica, le più importanti medicine tradizionali del continente asiatico. Meno conosciuta oggi, ma altrettanto importante dal punto di vista storico, è la medicina ippocratico-galenica (così chiamata dal nome dei due più importanti “formulatori” della relativa scuola di pensiero), un’altra medicina per così dire “energetica” che è nata e si è affermata in tutto il bacino del Mediterraneo.

Prima di intraprendere il nostro viaggio alla scoperta della Medicina delle Piante, diamo un’occhiata al modello di questa Medicina Tradizionale Mediterranea (espressione coniata da Luigi Giannelli, v. [Giannelli]), perché ci fornisce degli strumenti assai validi e di semplice utilizzo che possono esserci utili per poter comprendere a fondo le funzionalità delle piante.

I Quattro Elementi e le Quattro Qualità

[Ereticamente], [Giannelli], [Prioreschi], [Wood], [Wood2]

L’antica medicina greca di derivazione ippocratica, che è stata la base anche per la medicina romana (specialmente per la Scuola cosiddetta Dogmatica), mediterranea e, successivamente, per quella arabo-islamica (compresa l’Unani, che è tuttora una delle medicine ufficiali della Repubblica Indiana) affonda le sue radici sul modello cosmologico classico e antico dei quattro elementi, postulato da Empedocle e adottato successivamente anche da Platone, che verrà sistematizzato nella cultura greca soprattutto da Aristotele.

In ambito medico il modello dei quattro elementi trovò la sua espressione nella dottrina dei Quattro Temperamenti, esplicitata per la prima volta in forma scritta da Ippocrate di Kos (460-377 circa a.C.). Tale dottrina aveva il suo fondamento nella concezione dei Quattro Elementi e delle Quattro Qualità, modalità archetipiche del mondo fenomenico.

 Le Quattro Qualità elementari sono: caldo, freddo, secco e umido. Queste non sono qualità legate alla temperatura fisica o al contenuto di acqua di un sistema, ma piuttosto sono da considerarsi principi immateriali descrivibili in base alle loro “azioni”. Secondo Aristotele:

  • il Caldo è il principio che associa oggetti della stessa natura;
  • il Freddo è il principio che associa insieme oggetti di stessa o diversa natura;
  • l’Umido è facilmente adattabile nella forma e non è determinato da alcun limite suo proprio
  • il Secco è il principio che è determinato da un limite suo proprio, ma facilmente adattabile nella forma.

Ogni elemento è caratterizzato da una coppia di queste qualità che saranno appunto accostate per complementarità (una attiva e una passiva):

  • La Terra è Secca in primo grado[1] (o grado summus, nei testi medievali); in secondo grado (grado remissus) Fredda.
  • L’Acqua è in primo grado Fredda, in secondo grado Umida.
  • L’Aria è in primo grado Umida, in secondo grado Calda.
  • Il Fuoco è in primo grado Caldo, in secondo secco.

Gli Elementi sono qualcosa di originario e pertanto non devono pensarsi come “composti” dalle qualità. Insieme, le qualità sono il continuum dinamico che permette agli Elementi di evolversi e convertirsi l’uno nell’altro in virtù della complementarità delle qualità, che in essi convivono. Quando una qualità viene meno l’elemento perde la propria natura.

Come scrive la Turba Philosophorum:

Appare chiaro che ciascun elemento ne intermedia un altro e che nessun elemento può convertirsi nella natura di un altro elemento che gli sia contrario, se prima non si è convertito in un elemento intermedio tra lui e il suo contrario”.

Infatti, ogni elemento ha in comune una delle sue due “qualità” con un altro elemento, essendo questa qualità comune a garantire il graduale passaggio dall’uno all’altro, secondo un modello “dinamico” che erroneamente viene attribuito solo alla teoria orientale dei “Wu Xing” (o “Cinque Movimenti” o delle “Cinque Fasi”).

In medicina, secondo la tradizione ippocratico-galenica, anche nei rimedi, nella cosiddetta loro natura, si manifestano le Quattro Qualità, che operano ciascuna in modo specifico:

  • il Calore eleva, alleggerisce, espande e dilata, mette in moto, rende scorrevole e penetrante, apre;
  • la Freddezza abbassa, appesantisce, contrae e stabilizza, ferma, rallenta, impedisce la penetrazione; viscosizza, chiude;
  • la Secchezza accentua, assottiglia, acuisce, chiude, indurisce, fa tendere agli estremi;
  • l’Umidità modera, ispessisce, arrotonda, mitiga, ammorbidisce, fluidifica, fa tendere all’equilibrio.

Nella Roma antica, per un po’ di anni sono coesistite differenti scuole mediche (o sette), le principali delle quali erano quella dei Dogmatici e quella degli Empirici. La prima era fondata su una teoria medica che era essenzialmente ippocratica, mentre la seconda era basata essenzialmente sull’esperienza, piuttosto che su una dottrina formale.

Dopo il declino di entrambe le scuole, ne nacque un’altra, quella dei Metodisti, che è stata la più importante in epoca imperiale. Tale scuola accettava la nozione di Atomi e Pori della medicina di Asclepiade (entità invisibili sulle quali veniva fondata tutta la realtà visibile) ma introdusse anche alcuni elementi nuovi, come le koinotetes, ossia le “caratteristiche comuni” condivise dalle diverse malattie. Tra le caratteristiche comuni in questione, le più importanti erano lo status strictus e lo status laxus: il primo è uno stato in cui i pori sono chiusi (“costretti”) e non lasciano passare i liquidi, mentre il secondo è lo stato in cui i pori sono aperti (“rilassati”) e lo scorrimento dei fluidi non può essere arrestato per cui questi fuoriescono liberamente dall’organismo. Esempi del primo stato sono la stipsi, l’anuria e la secchezza delle fauci; esempi del secondo sono la diarrea, la poliuria e la traspirazione eccessiva. 

Gli Umori e la crasia

Nella tradizione ippocratico-galenica, i Quattro Elementi giocano un ruolo essenziale anche nella costituzione e nel funzionamento dell’organismo umano. Essi, infatti, si “manifestano” nei cosiddetti umori (termine introdotto esplicitamente per la prima volta da Ippocrate), ossia sostanze sottili presenti nel corpo e che ne determinano la fisiologia e l’aspetto generale. Gli umori vanno intesi, più che come materie fisiche, come “sostanze” imponderabili, paragonabili in qualche modo al Qi o al Xue della Medicina Cinese, responsabili della formazione di sostanze e della espletazione di funzioni. Talvolta gli umori hanno lo stesso nome di alcuni fluidi corporei: in tal caso possiamo immaginare che tra le due classi di sostanze vi sia una correlazione stretta, essendo gli umori “generatori” della loro omonima controparte fisica, che a loro volta diventano trasportatori dell’umore corrispondente nei distretti corporei.

I quattro umori sono i seguenti:

  • la Flemma (o Flegma o Linfa), corrispondente all’elemento Acqua ed è l’umore responsabile di tutto ciò che nell’organismo è fluido (liquidi organici, linfa, plasma del sangue, liquido sinoviale, liquido cerebrospinale, ecc.)
  • la Melancolia (o Bile Nera o Atrabile), corrispondente all’elemento Terra ed è responsabile di tutto ciò che è duro e strutturato (ossa, denti, ma anche i tessuti meno “densi”)
  • il Sangue, corrispondente all’elemento Aria e corrisponde al sangue fisico
  • la Bile (o Bile Gialla), corrispondente all’elemento Fuoco ed è responsabile di tutte le attività caloriche del corpo umano, sia in senso fisiologico (es. calore corporeo) sia in senso patologico (febbre, infiammazioni, ecc.)

Il “funzionamento” dell’organismo è governato dal mescolamento (crasia) di tali Umori: nel caso in cui il rapporto tra gli Umori è corretto (eucrasia), l’organismo funziona al meglio e la salute è garantita; dalla loro cattiva mescolanza (discrasia) si genera la malattia.

Così un eccesso di Bile Gialla produce surriscaldamento e infiammazione; un eccesso di Flemma appesantisce e rallenta l’organismo, producendo accumulazione e ristagno di liquidi corporei; un eccesso di Sangue produce “pletora” e tutta una serie di disturbi associati dovuti alla sovrabbondanza di umidità insieme a calore (es., putrefazioni); un eccesso di Melancolia produce strutturazioni organiche non fisiologiche. Anche il carattere e l’“umore” (in senso odierno) della persona viene alterato dalla discrasia.

 

Note

[1] La qualità presente in primo grado è quella che meglio definisce e caratterizza ogni elemento: è la sua qualità imprescindibile ed è inseparabile da quell’Elemento.

 

Riferimenti

[Ereticamente] http://www.ereticamente.net/2015/01/i-quattro-temperamenti.html

[Giannelli] Luigi Giannelli, “Medicina Tradizionale Mediterranea”, Ed. Tecniche Nuove (2006)

[Prioreschi ] Plinio Prioreschi, “History of Medicine”, vol. III: “Roman medicine” (1998)

[Wood] Matthew Wood, “The Practice of Traditional Western Healing”, North Atlantic Books (2004)

[Wood2] Matthew Wood, “The Earthwise Herbal – A Complete Guide to New World Medicinal Plants”, North Atlantic Books (2009)

Condividi - Share this...
Share on Facebook
Facebook
Pin on Pinterest
Pinterest
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *