Nigella damascena – Damigella scapigliata

Nigella damascena L. – fiore

Nome botanico: Nigella damascena L.

Nomi comuni: fanciullaccia, damigella scapigliata, melanzio (selvatico); antichi: melanthion (greco), gith.

Ogni volta che incontro questa pianta, il mio sguardo rimane rapito dalla sua bellezza e dalla complessità delle forme. Pur essendo una pianta relativamente comune nella fascia mediterranea, non la si incontra se non sporadicamente. E quando la si incontra, spesso compare in gruppo: a volte un fazzoletto di terra o un pezzo del ciglio di una strada appaiono “afferrati” da queste piante e ricoperti dalle macchie del colore quasi etereo, che va dal celeste chiarissimo al ceruleo e talvolta al blu, dei loro fiori.

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Sapori ed Energetica delle Erbe – Il Sapore Pungente

Il sapore è tradizionalmente collegato all’energetica delle erbe, nel senso che in tutte le maggiori tradizioni mediche ed erboristiche l’azione di ciascuna erba è legata in maniera importante al fatto che presenti o meno determinati sapori.

I sapori formalmente riconosciuti dalla scienza attuale sono: dolce, salato, amaro, acido e, da un po’, anche umami (che potremmo rendere con “sapore di proteine”) e grasso[1].

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Cimbalaria

Fig. 1 – Cymbalaria muralis

La Cimbalaria dei muri o Ciombolino comune (Cymbalaria muralis G. Gaertn., B. Mey. & Scherb.) è una piantina originaria dell’Europa meridionale, ma diffusa in quasi tutto il mondo (subcosmpolita). La si ritrova spesso nelle crepe dei vecchi muri umidi (da qui il nome specifico “muralis”), ma anche sulle rocce, negli orti, nei prati, al bordo delle strade, di preferenza su substrati calcarei o silicico-calcarei, con pH basico, livello nutrizionale medio, freschi, piuttosto ombreggiati o in semi-ombra, umidi o mediamente umidi, da 0 a 1.500 m slm. [Acta]

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La Teoria Energetica Tradizionale Mediterranea

Perché si possano comprendere le azioni delle piante intese secondo le medicine tradizionali è fondamentale conoscere le filosofie e i modelli che sono sottese da tali tradizioni. La medicina odierna si basa sulle moderne concezioni di anatomia, fisiologia e patologia; tutte le medicine tradizionali, invece, si basano su modelli più o meno divergenti da quelli attuali che hanno un inquadramento solitamente di tipo più analogico ed “energetico” (cioè, funzionale) piuttosto che analitico e fondato sulla biochimica.

Sempre più spesso si sente parlare di Medicina Tradizionale Cinese e di Medicina Ayurvedica, le più importanti medicine tradizionali del continente asiatico. Meno conosciuta oggi, ma altrettanto importante dal punto di vista storico, è la medicina ippocratico-galenica (così chiamata dal nome dei due più importanti “formulatori” della relativa scuola di pensiero), un’altra medicina per così dire “energetica” che è nata e si è affermata in tutto il bacino del Mediterraneo.

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Ortica: una farmacia in una pianta

Urtica dioica in fiore

L’ortica è una pianta alimentare e curativa. Anche se in alcuni Paesi è usata raramente, è una delle piante più importanti della tradizione occidentale.

Ne esistono diverse specie. In Italia, le più comuni sono: U. dioica (dioica), U. urens, U. pilulifera e  U. membranacea  (generalmente monoiche).

Ricca in proteine e sali minerali (tra cui Ca, K, Si, Mg, Fe, P), l’ortica può essere descritta essenzialmente come un tonico nutritivo e alterativo (ossia che altera il metabolismo rimuovendo le cause dell’accumulo di tossine) con caratteristiche leggermente stimolanti.

La sua azione è complessa e risulta attiva in maniera importante sul metabolismo in generale, sulla reattività del sistema immunitario e del derma, sulle attività epatica e pancreatica e sulla funzione renale.

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